martedì 17 marzo 2009

INSORIZZAZIONE CIVILE, EDILE E ARCHITETTONICA




ECOPHONE SIANG™ è la nuova linea esclusiva per le soluzioni in acustica civile proposta da SIRA.

Sira ha recentemente concluso con Suessmann AG, già agenzia Sira per i territori svizzero e tedesco, l’accordo di esclusiva per la commercializzazione e l’installazione dei prodotti dedicati in particolare alle soluzioni per l’insonorizzazione in campo civile, edile ed architettonico.

ECOPHONE SIANG™ è la linea di pannelli profilati composti da stratificazioni in lana minerale rivestiti da tessuto di vetro, progettati per l’assorbimento del rumore.

I materiali ECOPHONE SIANG™ sono stati concepiti per le applicazioni dove l’intervento di insonorizzazione deve essere coniugato con la gradevolezza della resa estetica. Per questo i prodotti sono ideali per essere utilizzati in abitazioni, uffici e aree commerciali, meeting rooms, aeroporti e stazioni, cinema, locali e discoteche, sale di prova e registrazione, cliniche e centri medici, auditorium, poligoni di tiro.

La pagina web dedicata alla linea ECOPHONE SIANG™ è anche la prima realizzata all’interno del nuovo environment web progettato da Sira, la cui fase realizzativa procede rapidamente: a breve saremo lieti di presentare il nuovo sito integralmente rinnovato.

venerdì 13 marzo 2009

MUSICA E RUMORE: RISCHI PER LA SALUTE

E' stato presentato uno studio nell'ambito delle attività del Dipartimento Prevenzione della Azienda Sanitaria di Firenze, relativo al clima acustico negli ambienti di svago rivolti ai giovani, ed ai rischi ad esso correlati.

MUSICA E RUMORE
La musica, anche se soggettivamente gradevole, può essere causa di eventi dannosi quando il livello acustico a cui si è esposti è eccessivo; tali eventi dannosi si identificano con i danni uditivi ed extrauditivi da rumore. Non si possono definire soglie certe di danno o pericolo, ma soltanto limiti statisticamente accertati come potenzialmente lesivi; vi è infatti una grossa variabilità individuale per quanto riguarda la vulnerabilità da esposizione a rumore. Come dimostrato da molti studi, nel determinare i danni all’apparato uditivo è di fondamentale importanza, oltre al livello sonoro, il tempo di esposizione.

Infatti, dal punto di vista fisico, l’ammontare di energia assorbita dall’orecchio è il prodotto del livello sonoro per il tempo di esposizione. Ne consegue che un dato incremento del livello sonoro, associato ad un proporzionale decremento del tempo di esposizione, produrrà lo stesso rischio.

Così ad esempio, se si incrementa di 3 dB il livello sonoro (che significa raddoppiare la pressione sonora) si dovrà dimezzare il tempo di esposizione per non aumentare il rischio a cui si è esposti.

Negli ultimi anni l'ascolto di musica in ambienti ludici è diventato un pericolo per l’udito poiché può raggiungere livelli estremamente elevati e perché un numero crescente di persone vi è esposto, in particolare i giovani.

Il rumore negli ambienti di divertimento presenta problemi sanitari per le seguenti considerazioni:

- l’ascolto della musica ad alto volume per alcune ore, come avviene in discoteca, determina una temporanea diminuzione della capacità uditiva, torpore e deconcentrazione; tali condizioni rappresentano spesso una concausa degli incidenti stradali all’uscita dalle discoteche;
- si può indurre una sorta di abitudine, o assuefazione, all’ascolto della musica ad alti volumi;
- tali alti livelli sonori, che possiamo definire “superflui” e che potrebbero essere facilmente evitabili, vanno a sommarsi a quelli già in eccesso a cui siamo quotidianamente sottoposti nelle città, sia di giorno che di notte.

MUSICA IN DISCOTECA
Il D.P.C.M. n° 215/99 “Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi” e succ. modifiche ha introdotto limiti di pressione sonora a cui gli avventori possono essere esposti all’interno dei locali, pari a LAsmax 102 dB(A) e LAeq 95 dB(A). Questi limiti valgono per le discoteche e per i luoghi in cui si tengono spettacoli e concerti.

Per approfondire le conoscenze sul clima acustico nelle discoteche, il Dipartimento Prevenzione della ASF ha realizzato dal 2003 al 2005 lo studio “Rilevazione del clima acustico all’interno dei locali di intrattenimento danzante”, nelle zone Nord/Ovest e Mugello, consistente in verifiche della documentazione tecnica e del livello di pressione sonora su un campione di locali da ballo, allo scopo di appurare il rispetto dei limiti del D.P.C.M. n° 215/99.

A tutti i locali censiti (17) è stata inviata la richiesta di documentazione tecnica. E’ stato sottoposto a controllo fonometrico il 60% delle attività presenti nel territorio in studio (10/17). La scelta del campione è stata eseguita sulla base di criteri di capacità recettiva, potenzialità dell’impianto elettroacustico e tipologia di locale (discoteche, balere, etc.). Le ispezioni e le rilevazioni fonometriche sono state effettuate in una prima fase a locale chiuso (in orario diurno, senza avventori) concordando il rilievo con il gestore, e successivamente a locale aperto (in orario notturno con avventori) senza preavviso. Le rilevazioni fonometriche sono state eseguite al centro pista e nella zona di calma (tavolini).

I risultati dell’indagine sono stati i seguenti:

- Il 71% dei gestori (12 unità) ha inviato la documentazione richiesta.
- Le relazioni tecniche esaminate hanno evidenziato carenze rispetto alla normativa nel 25% dei casi (3 unità).
- I rilievi a locale chiuso sono stati eseguiti nel 41% di quelli censiti (7 unità).
- Tali rilievi hanno evidenziato rispetto della normativa nel 57% dei casi (4 locali), mentre nel 43% (3 locali) hanno evidenziato irregolarità.
- Le irregolarità evidenziate sono costituite nel 66% dei casi dal superamento dei limiti sonori; nel 34% dalla mancanza del limitatore protetto.
- I superamenti rilevati sono stati consistenti, arrivando fino ad un livello pari a LAsmax 107,1 dB(A) rispetto al valore LAsmax 102,0 dB(A) indicato dalla normativa come livello massimo consentito.
- I rilievi a locale aperto sono stati seguiti nel 17,6% di quelli censiti (3 unità).
- Si è rilevato il superamento dei limiti sonori in 1 caso (33,3%).
- Il superamento registrato è stato anche in questo caso rilevante, raggiungendo un livello pari a LAsmax 106,4 dB(A).

MUSICA IN PALESTRA
Il connubio tra musica e sport sta ormai diventando sempre più stretto. Ogni pratica sportiva ha la propria musica d’elezione: così esiste la musica per il fitness, acquafitness, spinning, cardiobike, acquagym, aerobica, piscina, ecc.

Nel biennio 2006-2007 la U. F. Igiene e Sanità Pubblica della Zona Nord/Ovest ha condotto lo studio “Rilevazione del clima acustico all’interno di strutture collettive per la popolazione (palestre-piscine)” finalizzato ad approfondire analiticamente i livelli sonori su un campione di strutture presenti nel territorio. Diversamente dalle discoteche, per queste strutture non esistono norme che ne regolano la rumorosità interna, se non alcune indicazioni del CONI inerenti i limiti di rumorosità degli impianti di climatizzazione, aerazione, ecc. e, per quanto riguarda le piscine, l’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 che prevede un limite massimo pari a 1,6 sec. per il tempo di riverberazione.

Dal censimento delle unità locali sul territorio di competenza, sono risultate presenti 16 palestre e 6 piscine (di cui 2 annesse a palestre). I rilievi fonometrici sono stati effettuati in un campione di 5 piscine e 7 palestre. Nelle piscine sono stati effettuati rilievi di rumore durante lo svolgimento delle attività di acquagym e di hydrobike, essendo quelle che con più frequenza utilizzano musica per il loro svolgimento. Nelle palestre, essendo più numerose le attività che utilizzano musica, le misure eseguite hanno riguardato più attività: step, pump, training zone, spinning.

I risultati dell’indagine sono stati i seguenti:
- Nelle piscine, durante le attività di acquagym e hydrobike, il valore del parametro LAsmax è risultato sempre inferiore a 102 dB(A), limite previsto per le discoteche dal D.P.C.M. n° 215/99 e preso come riferimento per questa indagine.
- Nelle palestre, la rumorosità misurata durante le attività sportive a corpo libero (step, pump, training zone) ha evidenziato valori del parametro LAsmax sempre inferiori al limite di 102 dB(A), mentre l’attività di spinning supera in maniera quasi costante il valore di 102 dB(A).


CONCLUSIONI
L’esposizione al rumore è la maggior causa di danni uditivi a livello mondiale. I rischi di danno uditivo sono legati al livello sonoro ed al tempo di esposizione.

L’esposizione a livelli sonori superiori a 80 dB(A) per 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana è considerato un rischio potenziale: questo è il limite per il quale i regolamenti adottati dai paesi della UE prevedono l’adozione di interventi correttivi per la protezione dal rumore nei luoghi di lavoro.

Si stima che nei paesi industrializzati, nel corso degli ultimi 20 anni, mentre il numero degli esposti al rumore occupazionale è decresciuto, il numero dei giovani esposti al rumore “sociale” sia triplicato; parallelamente, si è registrato un incremento drammatico e diffuso di lesioni uditive. In Italia, gli ipoacusici rappresentano il 12% della popolazione con un incremento medio annuo del 5% interessante prevalentemente i giovani che quindi nel 2010 saranno il 27% contro il 22% di ipoacusici legati alla terza età.

La diminuzione dei livelli sonori nei locali da ballo può rappresentare un efficace sistema per contribuire alla prevenzione di effetti dannosi, non solo a carico dell’udito. Infatti, l’esposizione ad alti livelli sonori, uniti all’eventuale assunzione di alcolici, all’uso di sostanze psicoattive, all’eccessiva sollecitazione dell’apparato visivo con luci psichedeliche, come avviene all’interno delle discoteche, può costituire una importante concausa degli incidenti stradali che troppo spesso si verificano all’uscita dai locali.

Mentre lo studio europeo riporta per i lettori MP3 livelli medi equivalenti (LAeq) fra 80 e 115 dB(A), in Europa è vigente la norma CEI EN 50332 che prevede per gli auricolari dei lettori MP3 l’emissione di un livello sonoro massimo di 100 dB.

Tale limitazione non è sufficiente a tutelare gli utilizzatori qualora venga fatto un uso scorretto dell’apparecchio (es. ascolto ad alto volume o per un tempo eccessivo). La Commissione Europea prevede di organizzare a Bruxelles, all’inizio del 2009, una conferenza con gli Stati membri, i rappresentanti dell’industria, i consumatori e tutte le parti interessate per la valutazione dei dati emersi dallo studio e delle possibili soluzioni tecniche da adottare per ridurre al minimo il rischio uditivo. Potrebbero inoltre essere contemplati ulteriori interventi normativi o la revisione degli attuali standard di sicurezza.

In alcuni studi americani condotti nei centri di fitness sono stati riscontrati livelli sonori che raggiungevano 110 dB durante gli esercizi di aerobica; in altri variavano tra 78 e 106 dB, mentre gli utenti e gli istruttori esaminati riferivano perdite uditive fluttuanti ed acufeni.

Si può ipotizzare che le persone che partecipano in palestra ad attività di spinning per 2–3 volte alla settimana siano esposte ad un rumore pari o superiore, anche se distribuito nel tempo, rispetto a chi frequenta nel fine settimana una discoteca.

Questo dato è avvalorato anche dalle indagini eseguite dalla ASF sul clima acustico all’interno delle discoteche e degli impianti sportivi messe a confronto nel Grafico sottostante. Potrebbe essere interessante estendere questo confronto anche ad altri ambienti particolarmente frequentati dai giovani, come ad esempio le scuole di danza moderna, i negozi di abbigliamento sportivo e di tendenza, i negozi di elettronica ed hi-fi, in cui la musica è spesso diffusa ad alti livelli sonori.

Compatibilmente con lo svolgimento delle attività di servizio, in corso e programmate, ci si auspica di poter avviare, in tempi relativamente brevi, tali nuove indagini associandole anche a rilievi di controllo nelle strutture più rumorose oggetto delle precedenti indagini, per valutare l’idoneità degli interventi e dei provvedimenti adottati.

Per chi vuole approfondire Il testo integrale dello studio è reperibile a questo link:

http://www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/027-09-rischi-per-ascolto-musica

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sabato 28 febbraio 2009

QUALI SONO LE FONTI DEL RUMORE?

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Il rumore è la propagazione in un mezzo elastico (aria, acqua...) di onde meccaniche originate dalla sorgente del rumore stesso.

Le principali fonti di rumore che interessano da un punto di vista ambientale sono in ordine di importanza:

  • il rumore da traffico (traffico veicolare, ferroviario e aeroportuale)
  • il rumore da attività industriale e artigianale
  • il rumore originato da attività musicali e ricreative


Altre sorgenti di rumore, rispetto al traffico, sono dunque:

Attività industriale/artigianale

Il rumore può essere originato da impianti, macchinari ed emissioni in atmosfera di industrie ed attività artigianali di dimensioni variabili e con emissioni di rumore estremamente diversificate. Tali emissioni possono interessare, se le attività produttive non sono inserite in zone esclusivamente industriali (classe VI nella classificazione acustica del territorio comunale prevista dalle Legge 447/95), ambienti abitativi.

Attività musicali/ricreative

Interessano discoteche, piano bar, spettacoli musicali sia all'aperto (nel periodo estivo) che in ambiente chiuso. Possono essere emessi livelli di rumore piuttosto elevati specialmente in periodo notturno, con notevoli disagi alla popolazione residente.

Attività e fonti di rumore in ambiente abitativo

Le emissioni in questo caso sono dovute principalmente ad impianti condominiali ed elettrodomestici (condizionatori, pompe di calore, impianti di riscaldamento, autoclavi ed elettrodomestici di uso casalingo). Interessano generalmente gli ambienti abitativi.


SOLUZIONI SIRA PER INSONORIZZARE


s.i.r.a. - società italiana per il risanamento acustico - opera da oltre venti anni nel campo della bonifica acustica civile ed industriale.


Questi anni di attività, hanno permesso a s.i.r.a. di salvaguardare la salute di migliaia di lavoratori e di consentire alle aziende italiane ed estere di mantenere inalterata la loro produzione.

Contattateci: siamo a vostra disposizione per sopralluoghi gratuiti, nei quali rileveremo i problemi esistenti e vi proporremo un’attenta analisi finalizzata alla soluzione ideale per rimuovere ogni eccesso di rumore, sia esso legato a cicli operativi, o a particolari condizioni ambientali.

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martedì 17 febbraio 2009

SIRA PARTECIPA A MADE EXPO 2009

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Grande successo per la partecipazione di SIRA a MADE EXPO 2009 di Milano nei giorni 04-07 Febbraio. MADE EXPO è la Fiera internazionale dedicata ad architettura, design ed edilizia.

In questa edizione SIRA ha presentato una novità assoluta per il mercato italiano: la linea di prodotti progettati per gli interventi di insonorizzazione in campo civile. I nuovi prodotti SIRA consentono di coniugare le caratteristiche di abbattimento acustico con la leggerezza, la facilità di montaggio ed il gradevole impatto estetico.

La linea comprende pannellature e prodotti per interni (pareti, soffitti, pavimenti) e per esterni. Il vastissimo campo delle applicazioni spazia dagli ambienti d’ufficio (open spaces, sale riunioni, hall) alle aree pubbliche (sale conferenza, auditorium, cinema, locali, palestre, parcheggi).

Ancora una volta i prodotti SIRA hanno riscontrato ottimi riscontri ed interesse tra visitatori e potenziali clienti.



martedì 3 febbraio 2009

IL RUMORE DANNEGGIA IL CUORE

Chi vive in aree di forte inquinamento acustico rischia l'infarto in misura maggiore di chi sta in zone silenziose


Uno studio condotto a Stoccolma dagli scienziati del Karolinska Institute ha dimostrato che vivere in contesti urbani in cui ci sia la presenza di forti rumori molsti, come il traffico, possa danneggiare il muscolo cardiaco in modo anche grave, aumentando considerevolmente il rischio di infarto.

E' quanto riportato anche in un articolo del Corriere della Sera, che evidenzia come g"li studiosi svedesi abbiamo studiato la storia clinica di oltre 1.500 abitanti della città di Stoccolma colpiti da infarto nel periodo 1992-94 (338 dei quali deceduti) e hanno confrontato i dati con quelli relativi a un campione di oltre 2mila individui selezionati casualmente tra i cittadini".

"Ogni individuo è stato associato al proprio indirizzo di residenza e alla stima del livello di inquinamento acustico di quella specifica area, e per ciascuno sono state raccolte anche informazioni relative all'esposizione ad altri fattori di rischio, come quelli già noti correlati all'inquinamento atmosferico".


Il pericolo aumenta da 50 decibel in su:
infatti - continua l'articolo - "una volta esclusi dall'analisi tutti i soggetti con deficit uditivi o regolarmente esposti ad altre fonti di rumore, i ricercatori hanno potuto stabilire che c'è un 40% di probabilità in più di avere un infarto qualora si conviva con un livello di inquinamento acustico da traffico superiore ai 50 decibel. E considerando che, mediamente, su una strada a traffico intenso si registrano tra gli 80 e i 100 decibel, appare chiaro che la soglia è davvero bassa".

Fonte: Corriere della Sera - livescience

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giovedì 29 gennaio 2009

AEROPORTO DI PERETOLA CONTROLLI ARPAT SU RUMORE


Nonostante le procedure antirumore, tra il 2002 e il 2007 si è registrato un incremento, circa il 15%, della popolazione esposta al rumore dell'aeroporto Amerigo Vespucci.

E' quanto emerge da una mappa acustica dell'aeroporto fiorentino realizzata da Arpat.


'E' difficile dire se una pista parallela avrebbe un impatto acustico inferiore sugli abitanti di quella zona''.

E' il giudizio di Andrea Poggi, responsabile della sezione del dipartimento di Firenze dell'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) che si occupa di rumore, infrastrutture e trasporti. Poggi ne ha parlato in occasione della presentazione della mappa acustica dell'aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci.

''A noi risulta - ha tuttavia tenuto a precisare l'Arpat - che nessun iter amministrativo per una nuova pista e' stato avviato e sicuramente nessun parere ci e' stato formalmente chiesto''. ''Bisogna fare molte verifiche - ha aggiunto Poggi - e capire bene quale traffico aeroportuale la nuova pista dovrebbe ospitare. L'impatto, poi, non e' solo acustico: c'è da valutare come la nuova pista andrebbe a incidere con altri progetti sulla stessa zona. C'è da chiedersi, ad esempio: un'altra pista quale traffico aereo sarebbe in grado di sopportare? Peretola - ha continuato - gode oggi del privilegio di poter vedere atterrare solo poche tipologie di aeromobili, tutti di nuova generazione e tutti con emissioni sonore piu' contenute. E' ipotizzabile che la situazione cambierebbe con un'altra pista: ci sarebbe un'altra offerta turistica, piu' larga, e l'impronta non sarebbe piu' questa. Da valutare poi anche in che direzione decollare''. ''Infine - ha concluso Poggi - oggi l'aeroporto chiude alle 23 e accetta solo alcuni sforamenti; nel momento in cui ci sarebbe un aeroporto con offerta diversa, come cambierebbe questa attivita'?''.


Fonte: Toscana radio News e toscanatv.com
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domenica 25 gennaio 2009

LA MAPPA ACUSTICA DELL'AEROPORTO FIORENTINO AMERIGO VESPUCCI


La mappa acustica dell’aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci sarà presentata ai giornalisti giovedì 5 febbraio alle ore 11, presso il Dipartimento ARPAT di Firenze, in Via Ponte alle Mosse 211, nel corso di una conferenza stampa.

E’ uno studio aggiornato sul rumore prodotto dall’aeroporto fiorentino sulla popolazione. Interverranno: Sonia Cantoni, Direttore generale di ARPAT, Maura Ceccanti, Responsabile del Dipartimento ARPAT di Firenze e Andrea Poggi, Responsabile dell’Unità Operativa Infrastrutture di Mobilità, Reti Elettriche e di Comunicazione del Dipartimento ARPAT di Firenze.

Il Dipartimento ARPAT di Firenze effettua dal 1996 il monitoraggio sistematico dell’impatto acustico derivante dall’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. Nel 2002 è stata predisposta la prima mappa acustica, oggi ARPAT ha elaborato i nuovi dati, che definiscono l’attuale impronta acustica dell’aeroporto fiorentino rispetto alla popolazione residente nelle zone limitrofe.
La mappa acustica contiene importanti informazioni sulla popolazione esposta al rumore e sull’efficacia della procedura antirumore adottata.

Fonte: ARPAT



martedì 23 dicembre 2008

MILANO: APPROVATO IL PIANO DI AZZONAMENTO ACUSTICO


Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio una classe acustica tra le sei individuate con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI.

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"Abbiamo compiuto un lavoro approfondito e importante che ci permetterà di mettere in atto azioni integrate di prevenzione e di controllo sull'inquinamento acustico in città".
Lo ha detto l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci illustrando il nuovo piano di azzonamento acustico approvato oggi dalla Giunta.
"Il piano - ha aggiunto - protegge soprattutto le aree verdi e le aree sensibili (ospedali, scuole, ecc.) e costituisce la base per il successivo piano di risanamento acustico e per attivare i controlli della vigilanza urbana".

Il nuovo piano di azzonamento acustico è stato elaborato dai tecnici dell'Agenzia per la Mobilità e Ambiente che hanno lavorato in stretta collaborazione con i settori comunali di urbanistica, commercio, verde e salute.

Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio (ovvero che presenta caratteristiche simili) una classe acustica tra le sei individuate dalla legislatura, con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI. Come unità minima territoriale per la definizione delle classi acustiche omogenee è stato considerato l'isolato.

Altro elemento importante del piano è l'inserimento nella fascia di massimo rispetto (I) di parchi, asili, scuole e ospizi in modo da garantire la tutela ambientale per le categorie più sensibili.

La classificazione acustica di ogni area tiene conto dei vincoli derivanti dalla normativa e che dipendono da alcuni fattori: densità di popolazione, presenza e densità di attività artigianali, commerciali e industriali, vicinanza a infrastrutture di trasporto, presenza di recettori sensibili e, infine, dalle classificazioni acustiche dei comuni confinanti.

Il piano detta le norme in materia di inquinamento acustico e stabilisce i criteri per la classificazione del territorio comunale con il doppio obiettivo di salvaguardia preventiva delle zone e di individuazione e intervento su aree caratterizzate da inquinamento acustico, al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini.

Il piano di azzonamento è uno strumento dinamico che deve tener conto delle trasformazioni urbane e contestualmente deve anche intervenire sulla pianificazione cittadina.
Per questo motivo sarà aggiornato annualmente con momenti di revisione e adozione delle varianti che via via si delineeranno.
Il piano è già stato presentato ai Consigli di Zona del cui parere si è tenuto conto. I prossimi passaggi prevedono l'approvazione da parte del Consiglio comunale e i pareri dell'Arpa e dei comuni confinanti.

Il piano costituisce un elemento importante di una più vasta strategia anti-rumore promossa dall'Amministrazione comunale che prevede anche la stesura di un regolamento per la minimizzazione dell'impatto acustico e con la definizione di un protocollo volontario con i gestori dei locali notturni.

La strategia anti-rumore del Comune prevede inoltre il rafforzamento dell'attività di controllo da parte della vigilanza urbana per garantire il rispetto delle norme.

[Fonte: Comune di Milano]

venerdì 12 dicembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO MARI E OCEANI CAUSA SCONVOLGIMENTI

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L'inquinamento acustico prodotto dall'attività umana danneggia anche il delicato l'equilibrio dell'ecosistema marino e minaccia la sopravvivenza di intere specie animali

Peggiora ad esempio la già difficile condizione dei grandi mammiferi marini. Queste specie usano i suoni, talvolta su lunghe distanze, per comunicare, cercare cibo e per l'accoppiamento.



La notizia giunge in concomitanza con nuove preoccupazioni: si teme, infatti, che il livello crescente di biossido di carbonio (CO2) , risultato della combustione dei combustibili fossili, possa peggiorare i livelli di inquinamento acustico proveniente dalle attività umane in aumento.

E' quanto affermato dal Foro Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change) che ha istituito dal Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l'Organizzazione Meteorologica Mondiale chee hanno segnalato, nel loro ultimo rapporto, il livello crescente di acidità o ''acidificazione'' dei mari e degli oceani.

Inoltre, ricercatori del Monterey Bay Aquarium, Istituto di Ricerca statunitense, ipotizzano altresi' che l'aumento di acidità degli oceani possa causare anche l'aumento dell'inquinamento acustico nell'ambiente marino.

Infatti, il cambiamento nella composizione chimica dell'acqua del mare equivarrebbe, attualmente, a una diminuzione del 10% della sua capacità di assorbire i suoni a bassa frequenza, rispetto a prima della Rivoluzione Industriale.

''Negli oceani e nei mari del pianeta aumenta l'inquinamento acustico come risultato dell'incremento delle imbarcazioni, dei survey sismici e della nuova generazione di sonar militari''. Lo ha denunciato oggi un gruppo di ONG attive nella conservazione delle specie protette intervenendo alla Conferenza della Convenzione sulle Specie Migratrici del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.

Si pensa che la soluzione sia che i governi e l'industria debbano esortare ad adottare motori più silenziosi per le imbarcazioni, regole più ferree sull'uso dei survey sismici nella ricerca di giacimenti di petrolio e di gas e tecnologie sonar innovative e meno invasive da parte delle marine militari.


giovedì 4 dicembre 2008

AUTOSTRADE: GESTORI IN RITARDO SU PIANI ANTIRUMORE OBBLIGATORI

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Le società concessionarie autostradali, nonostante le tecnologie per l'abbattimento del rumore siano già disponibili, non hanno provveduto per anni a realizzare i piani di abbattimento.

Per capire lo stato dei fatti la Commissione ''Ambiente e protezione civile'' delle Regioni, coordinata dall'assessore Silvio Greco (Regione Calabria), ha deciso di convocare tutte le Società di gestione delle autostrade italiane.

E questo prima del confronto con il Governo per l'attuazione della legge 447/1995 che prevede l'approvazione dei ''Piani di abbattimento del rumore autostradale'.

Su 14 società concessionarie solo otto hanno completato la verifica delle modalità e delle localita' in cui intervenire per tutelare la salute dei cittadini, senza però effettuare gli investimenti.

Altre 3 Società hanno avanzato informazioni carenti dal punto di vista tecnico, mentre altre tre Società di gestione (tra cui l'Anas) non hanno mai comunicato a Regioni e Ministero dell'Ambiente i propri piani di contenimento dell'inquinamento acustico.

"Si tratta - ha spiegato Greco - di una grande sottovalutazione della responsabilità sociale verso la tutela della salute dei cittadini, da parte di soggetti che hanno ricevuto una concessione pubblica con precisi vincoli normativi ed amministrativi".

Si sottolinea che l'inadempienza non deriva dalla mancanza di risorse finanziare, visti anche i bilanci delle società dei gestori autostradali. Si dovrà dunque pensare a sanzioni più efficaci per chi non rispetta l'obbligo della tutela della salute dei cittadini nei confronti dell'inquinamento acustico.