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martedì 23 dicembre 2008

MILANO: APPROVATO IL PIANO DI AZZONAMENTO ACUSTICO


Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio una classe acustica tra le sei individuate con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI.

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"Abbiamo compiuto un lavoro approfondito e importante che ci permetterà di mettere in atto azioni integrate di prevenzione e di controllo sull'inquinamento acustico in città".
Lo ha detto l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci illustrando il nuovo piano di azzonamento acustico approvato oggi dalla Giunta.
"Il piano - ha aggiunto - protegge soprattutto le aree verdi e le aree sensibili (ospedali, scuole, ecc.) e costituisce la base per il successivo piano di risanamento acustico e per attivare i controlli della vigilanza urbana".

Il nuovo piano di azzonamento acustico è stato elaborato dai tecnici dell'Agenzia per la Mobilità e Ambiente che hanno lavorato in stretta collaborazione con i settori comunali di urbanistica, commercio, verde e salute.

Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio (ovvero che presenta caratteristiche simili) una classe acustica tra le sei individuate dalla legislatura, con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI. Come unità minima territoriale per la definizione delle classi acustiche omogenee è stato considerato l'isolato.

Altro elemento importante del piano è l'inserimento nella fascia di massimo rispetto (I) di parchi, asili, scuole e ospizi in modo da garantire la tutela ambientale per le categorie più sensibili.

La classificazione acustica di ogni area tiene conto dei vincoli derivanti dalla normativa e che dipendono da alcuni fattori: densità di popolazione, presenza e densità di attività artigianali, commerciali e industriali, vicinanza a infrastrutture di trasporto, presenza di recettori sensibili e, infine, dalle classificazioni acustiche dei comuni confinanti.

Il piano detta le norme in materia di inquinamento acustico e stabilisce i criteri per la classificazione del territorio comunale con il doppio obiettivo di salvaguardia preventiva delle zone e di individuazione e intervento su aree caratterizzate da inquinamento acustico, al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini.

Il piano di azzonamento è uno strumento dinamico che deve tener conto delle trasformazioni urbane e contestualmente deve anche intervenire sulla pianificazione cittadina.
Per questo motivo sarà aggiornato annualmente con momenti di revisione e adozione delle varianti che via via si delineeranno.
Il piano è già stato presentato ai Consigli di Zona del cui parere si è tenuto conto. I prossimi passaggi prevedono l'approvazione da parte del Consiglio comunale e i pareri dell'Arpa e dei comuni confinanti.

Il piano costituisce un elemento importante di una più vasta strategia anti-rumore promossa dall'Amministrazione comunale che prevede anche la stesura di un regolamento per la minimizzazione dell'impatto acustico e con la definizione di un protocollo volontario con i gestori dei locali notturni.

La strategia anti-rumore del Comune prevede inoltre il rafforzamento dell'attività di controllo da parte della vigilanza urbana per garantire il rispetto delle norme.

[Fonte: Comune di Milano]

venerdì 12 dicembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO MARI E OCEANI CAUSA SCONVOLGIMENTI

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L'inquinamento acustico prodotto dall'attività umana danneggia anche il delicato l'equilibrio dell'ecosistema marino e minaccia la sopravvivenza di intere specie animali

Peggiora ad esempio la già difficile condizione dei grandi mammiferi marini. Queste specie usano i suoni, talvolta su lunghe distanze, per comunicare, cercare cibo e per l'accoppiamento.



La notizia giunge in concomitanza con nuove preoccupazioni: si teme, infatti, che il livello crescente di biossido di carbonio (CO2) , risultato della combustione dei combustibili fossili, possa peggiorare i livelli di inquinamento acustico proveniente dalle attività umane in aumento.

E' quanto affermato dal Foro Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change) che ha istituito dal Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l'Organizzazione Meteorologica Mondiale chee hanno segnalato, nel loro ultimo rapporto, il livello crescente di acidità o ''acidificazione'' dei mari e degli oceani.

Inoltre, ricercatori del Monterey Bay Aquarium, Istituto di Ricerca statunitense, ipotizzano altresi' che l'aumento di acidità degli oceani possa causare anche l'aumento dell'inquinamento acustico nell'ambiente marino.

Infatti, il cambiamento nella composizione chimica dell'acqua del mare equivarrebbe, attualmente, a una diminuzione del 10% della sua capacità di assorbire i suoni a bassa frequenza, rispetto a prima della Rivoluzione Industriale.

''Negli oceani e nei mari del pianeta aumenta l'inquinamento acustico come risultato dell'incremento delle imbarcazioni, dei survey sismici e della nuova generazione di sonar militari''. Lo ha denunciato oggi un gruppo di ONG attive nella conservazione delle specie protette intervenendo alla Conferenza della Convenzione sulle Specie Migratrici del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.

Si pensa che la soluzione sia che i governi e l'industria debbano esortare ad adottare motori più silenziosi per le imbarcazioni, regole più ferree sull'uso dei survey sismici nella ricerca di giacimenti di petrolio e di gas e tecnologie sonar innovative e meno invasive da parte delle marine militari.


giovedì 4 dicembre 2008

AUTOSTRADE: GESTORI IN RITARDO SU PIANI ANTIRUMORE OBBLIGATORI

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Le società concessionarie autostradali, nonostante le tecnologie per l'abbattimento del rumore siano già disponibili, non hanno provveduto per anni a realizzare i piani di abbattimento.

Per capire lo stato dei fatti la Commissione ''Ambiente e protezione civile'' delle Regioni, coordinata dall'assessore Silvio Greco (Regione Calabria), ha deciso di convocare tutte le Società di gestione delle autostrade italiane.

E questo prima del confronto con il Governo per l'attuazione della legge 447/1995 che prevede l'approvazione dei ''Piani di abbattimento del rumore autostradale'.

Su 14 società concessionarie solo otto hanno completato la verifica delle modalità e delle localita' in cui intervenire per tutelare la salute dei cittadini, senza però effettuare gli investimenti.

Altre 3 Società hanno avanzato informazioni carenti dal punto di vista tecnico, mentre altre tre Società di gestione (tra cui l'Anas) non hanno mai comunicato a Regioni e Ministero dell'Ambiente i propri piani di contenimento dell'inquinamento acustico.

"Si tratta - ha spiegato Greco - di una grande sottovalutazione della responsabilità sociale verso la tutela della salute dei cittadini, da parte di soggetti che hanno ricevuto una concessione pubblica con precisi vincoli normativi ed amministrativi".

Si sottolinea che l'inadempienza non deriva dalla mancanza di risorse finanziare, visti anche i bilanci delle società dei gestori autostradali. Si dovrà dunque pensare a sanzioni più efficaci per chi non rispetta l'obbligo della tutela della salute dei cittadini nei confronti dell'inquinamento acustico.

sabato 15 novembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO E MODIFICA ARTICOLO 844 DEL CODICE CIVILE

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La Commissione Affari sociali della Camera, durante la seduta del 9 novembre scorso, ha espresso parere favorevole sul nuovo testo della proposta di legge in materia di inquinamento acustico.

Il testo descrive quali siano i rumori che devono considerarsi rientranti nella soglia di normale tollerabilità ai fini dell'articolo 844 del codice civile.

L’art. 844 stabilisce che il proprietario di un fondo non possa impedire l’emissione di rumori da parte del vicino, se questi non superano la normale tollerabilità, ovvero rientrano nei limiti indicati nell'articolo 4, comma 2, del DPCM 14 novembre 1997, emanato in attuazione della legge n. 447 del 1995, legge-quadro sull'inquinamento acustico.

Secondo il DPCM 14 novembre 1997, è trascurabile il rumore inferiore a 50 dB(A) di giorno e a 40 dB(A) di notte misurato a finestre aperte; nonché il rumore ambientale inferiore a 35 dB(A) di giorno e 25 dB(A) di notte misurato a finestre chiuse.

Nella seduta del 10 novembre, la proposta di legge è stata esaminata dalla Commissione per le Politiche dell'Unione europea. E non trattandosi di un settore regolato dal diritto comunitario, e poiché non ci sono elementi di contrasto con le disposizioni comunitarie, la Commissione ha espresso parere favorevole.

domenica 20 luglio 2008

INTRODUZIONE ALLE TECNICHE DI INSONORIZZAZIONE


La seguente introduzione è tratta dal manuale "introduzione alle tecniche di insonorizzazione per tecnici commerciali"

L’acustica è una tecnica in piena evoluzione e che nel giro di qualche anno avrà rilevante un’importanza nel contesto della crescente politica di controllo dell’inquinamento.

E’ innegabile che il rumore (una delle conseguenze della vita moderna) ci rende sempre più sensibili e, in numerosi casi, compromette la “Qualità della vita”.

Per provarlo diamo un paio di osservazioni estratte da articoli apparsi sulla stampa già a partire da 12 anni fa.

La prima nota è relativa agli Stati Uniti, che anticipano i disagi e i problemi che in Europa ricadono con qualche anno di ritardo.

Scrive lo Stanford Research Institute nel suo bollettino di informazioni n°2022 apparso su Infobrief del 05/02/77:

“Negli Stati Uniti un ricercatore dell’Institut of Stanford, il Dr. James YOUNG, ha stimato che 6 milioni di lavoratori americani soffrirebbero di una perdita di udito dovuta all’esposizione al rumore soprattutto nelle stamperie, nelle fonderie e nelle industrie alimentari”.

In Francia le disposizioni prese per la lotta contro il rumore sono di volta in volta più severe:

Gli industriali che non applicano le misure di prevenzione richieste dalle Casse Regionali per l’assicurazione contro le malattie, possono vedere maggiorate le loro quote contributive per gli incidenti di lavoro da 1 al 200% in rapporto alle quote di base secondo la gravità dell’inadempienza e la sua persistenza.

E’ in pratica il sistema Bonus-Malus automobilistico adattato ai problemi di sicurezza del lavoro.

Ancora lo Stanford Research Institute scrive:

“I mezzi di protezione individuale come i caschi, le cuffie e i tappi auricolari sono poco affidabili e per questo l’OSHA richiede, affinché sia possibile, che il rumore sia ridotto alla sorgente con modifiche degli impianti rumorosi e l’isolamento delle macchine”.
La valutazione 1976 di questo tipo di intervento per l’industria americana era stimata in 10 miliardi di dollari.

E’ interessante notare come sempre nel 1976, ultimi dati, il mercato americano della lotta contro il rumore, per la sua prevenzione, rappresentava una cifra di 18 milioni di dollari, con una valutazione di 710 milioni di dollari per il 1985, con una progressione iniziale del 17,6%.

Per la Francia il mercato degli anni ’80 era stimato in 1600 milioni di franchi con un tasso di crescita iniziale del 10%.

E’ dunque indispensabile, se noi vogliamo essere in linea con le esigenze imposte da questo problema e per poter discutere in maniera valida dei problemi inerenti il rumore dei nostri clienti, comprendere gli elementi di base della tecnica acustica.

Oggi in Italia incontri per l’iniziazione all’acustica sono sempre più normali e vorremmo aggiungere, onerosi per chi Vi partecipa, ma è anche altresì importante renderci conto che il prodotto S.I.R.A. non è rappresentato da una vendita di materiale, ma è la soluzione di problemi per i quali occorre preparazione e competenza.


UNA SOLUZIONE PER OGNI PROBLEMA DI INQUINAMENTO ACUSTICO

S.I.R.A. - società italiana per il risanamento acustico- opera da oltre venti anni nel campo della bonifica acustica civile ed industriale.

I successi ottenuti consentono all'azienda di investire tempo e risorse nell’obbiettivo di proporre consulenza, prodotti e soluzioni a tutte le società interessate a migliorare la loro produttività.

L'azienda offre sopralluoghi gratuiti, per rilevare eventuali problemi esistenti e sottopore un’attenta analisi finalizzata alla soluzione ideale per rimuovere ogni eccesso di rumore, sia esso legato a cicli operativi, o a particolari condizioni ambientali.

S.I.R.A. s.a.s.
Via Monterosa 33, 10091 Alpignano (TO)
Tel. 011 9663108 - Fax 011 9663162
http://www.sira.to.it

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venerdì 27 giugno 2008

SIRA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

SIRA è in grado di effettuare rilievi fonometrici e mappature del rumore, proporre soluzioni e produrre tutti i manufatti necessari per proteggere dall'inquinamento acustico qualsiasi ambiente.

mercoledì 25 giugno 2008

EFFETTI PATOLOGICI DEL RUMORE


Il danno da rumore, spesso irreversibile, è essenzialmente il trauma uditivo chiamato trauma acustico. Si può dimostrare che il rumore provoca danni reversibili e/o definitivi dell'udito.

Inoltre influenza negativamente molti altri organi ed apparati, influenzando la qualità della vita e dei lavoratori che possono essere esposti in un ambiente non insonorizzato.

Il rumore influenza anche l'umore delle persone (suoni a bassa frequenza stimolano l'aggressività, causano disturbi del sonno, nervosismo e depressione) e distrae, provoca cioè caduta della concentrazione, peggiorando quindi le prestazioni intellettive e complesse: nell'ambiente di lavoro diventa dunque importante diminuire i livelli di rumore, non solo epr la salute del lavoratore, elemento principale da tenere in conto, ma anche per preservarne la produttività.


I traumi uditivi possono avere le seguenti caratteristiche

  • Perdite uditive importanti, in una banda più o meno larga di frequenze il cui massimo si situa intorno a 4000 Hz.
  • Parallelismo tra le perdite nella conduzione aerea e per via ossea.
  • In generale, presenza di diploacusia (note alte percepite meno correttamente –timbro modificato – sensazione ovattata, etc..)
  • Ronzii, tintinnii o fischio dell’orecchio in generale.

Questi traumi possono raggiungere una o più sovente tutte e due le orecchie e possono presentare un carattere irreversibile (e fino alla sordità).

Esse non si estendono se non si continua a rimanere in ambiente rumoroso. Quando il soggetto raggiunto da trauma acustico è allontanato da ogni fonte sonora rumorosa, la perdita uditiva si stabilisce al livello raggiunto.

A questo punto, bisogna segnalare la perdita della facoltà uditiva dovuta all’età, che può raggiungere dei valori molto elevati, indipendentemente da traumi legati ad un ambiente troppo rumoroso.

I risultati ottenuti dagli studiosi Spoor e Hinchcliffe, nello studio delle perdite uditive in funzione dell’età e delle frequenze, sono rappresentate nei due diagrammi riportati di seguito:








Le lesioni anatomiche in seguito a esposizione acustica prolungata possono o sotto l’azione di rumore molto intenso possono coninvolgere l’organo del Corti (lesioni delle cellule cigliate o delle loro ciglia, delle fibre nervose, rottura o spostamento delle membrane, etc.)


TECNICHE DI RIDUZIONE DEL RUMORE

Anni di attività hanno permesso alla società SIRA di salvaguardare la salute di migliaia di lavoratori e di consentire alle aziende italiane ed estere di mantenere inalterata la loro produzione. SIRA opera nel risanamento acustico e nel campo della bonifica acustica civile ed industriale da oltre vent'anni.

Per maggiori informazioni: sira.to.it

giovedì 15 maggio 2008

IL CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO ACUSTICO PER MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA VITA


L’acustica è una tecnica in piena evoluzione e che nel giro di qualche anno avrà rilevante un’importanza nel contesto della crescente politica di controllo dell’inquinamento.

E’ innegabile che il rumore (una delle conseguenze della vita moderna) ci rende sempre più sensibili e, in numerosi casi, compromette la “Qualità della vita”.

Per provarlo diamo un paio di osservazioni estratte da articoli apparsi sulla stampa già a partire da 12 anni fa.

La prima nota è relativa agli Stati Uniti, che anticipano i disagi e i problemi che in Europa ricadono con qualche anno di ritardo.

Scrive lo Stanford Research Institute nel suo bollettino di informazioni n°2022 apparso su Infobrief del 05/02/77:

“Negli Stati Uniti un ricercatore dell’Institut of Stanford, il Dr. James YOUNG, ha stimato che 6 milioni di lavoratori americani soffrirebbero di una perdita di udito dovuta all’esposizione al rumore soprattutto nelle stamperie, nelle fonderie e nelle industrie alimentari”.

L’OSHA ha fissato in 90 dB(A) il livello sonoro massimo per un’esposizione di 8 ore giornaliere, ma il Dr. Young pensa che un’esposizione regolare a dei livelli sonori di 90 dB(A) possa provocare una perdita di udibilità definitiva in persone sensibili, già dopo qualche anno di esposizione.

In Francia le disposizioni prese per la lotta contro il rumore sono di volta in volta più severe:

Gli industriali che non applicano le misure di prevenzione richieste dalle Casse Regionali per l’assicurazione contro le malattie, possono vedere maggiorate le loro quote contributive per gli incidenti di lavoro da 1 al 200% in rapporto alle quote di base secondo la gravità dell’inadempienza e la sua persistenza.

E’ in pratica il sistema Bonus-Malus automobilistico adattato ai problemi di sicurezza del lavoro.

Ancora lo Stanford Research Institute scrive:

“I mezzi di protezione individuale come i caschi, le cuffie e i tappi auricolari sono poco affidabili e per questo l’OSHA richiede, affinché sia possibile, che il rumore sia ridotto alla sorgente con modifiche degli impianti rumorosi e l’isolamento delle macchine”.

La valutazione 1976 di questo tipo di intervento per l’industria americana era stimata in 10 miliardi di dollari.

E’ interessante notare come sempre nel 1976, ultimi dati, il mercato americano della lotta contro il rumore, per la sua prevenzione, rappresentava una cifra di 18 milioni di dollari, con una valutazione di 710 milioni di dollari per il 1985, con una progressione iniziale del 17,6%.

Naturalmente se rapportate all’Italia le cifre non sono così importanti ma si tratta comunque di un mercato interessante sia per le aziende che operano nel settore dell’insonorizzazione che per coloro che fabbricano strumenti di misura.

Per la Francia il mercato degli anni ’80 era stimato in 1600 milioni di franchi con un tasso di crescita iniziale del 10%.

E’ dunque indispensabile, se noi vogliamo essere in linea con le esigenze imposte da questo problema e per poter discutere in maniera valida dei problemi inerenti il rumore dei nostri clienti, comprendere gli elementi di base della tecnica acustica.

Oggi in Italia incontri per l’iniziazione all’acustica sono sempre più normali e, vorremmo aggiungere, onerosi per chi Vi partecipa, ma è anche altresì importante renderci conto che il prodotto della S.I.R.A. non è rappresentato da una vendita di materiale, ma è la soluzione di problemi per i quali occorre preparazione e competenza.

Articolo tratto dalla prefazione del manuale "Introduzione alle Tecniche di Insonorizzazione per tecnici commerciali" a cura di Andrea Luciano, pubblicato da SIRA

Potete richiedere lo studio direttamente a www.sira.to.it
E-mail info@sira.to.it
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martedì 18 marzo 2008

Controlli sull'inquinamento acustico per l'aeroporto di Roma-Ciampino

Si sono svolte nel mese di febbraio alcune indagini a cura di Arpa Lazio, sul livello dell’inquinamento acustico e sulla salute dei resindenti nella zona dell’aeroporto di Roma-Ciampino.

L’indagine è stata fortemente voluta dalle amministrazioni comunali e ha il compito di verificare se l’aumento dei movimenti aerei - avvenuto senza che sia mai stata effettuata una valutazione di Impatto ambientale - abbia avuto degli effetti sulla salute dei cittadini della zona.

I primi dati relativi allo scalo di Ciampino evidenziano livelli di inquinamento acustico preoccupanti ed al di sopra delle normative vigenti, sia di giorno che di notte.

Per ora i controlli di competenza, hanno stabilito a 61 il numero di movimenti aerei giornalieri massimi per il rispetto del clima acustico dell’abitato adiacente lo scalo (a fronte di una attività media attuale di 205 movimenti/giorno ).

“Attendiamo ora che questi dati del Cristal possano essere certificati“ – affermano Il sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini e l’Assessore all’ambiente, Enzo Lavagnini – “e ribadiamo la richiesta al Governo di emettere al più presto una ordinanza che riduca la capacità operativa dell’aeroporto ai livelli indicati da Arpa Lazio”



tratto da
romanotizie.it

Per approfondimenti
AEROPORTO CIAMPINO - E’ALLARME INQUINAMENTO ACUSTICO - romanotizie.it

AL VIA STUDIO SU EFFETTI RUMORE AEROPORTO SULLA SALUTE DEI CITTADINI DI CIAMPINO E MARINO - romanotizie.it
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giovedì 17 gennaio 2008

Da Torinoscienza.it un dossier sull'inquinamento acustico.

Vi vogliamo segnalare un interessante dossier sulle origini dell'inquinamento acustico e sul suo impatto sulla vita quotidiana tratto dal sito di torinoscienza.it

Quando si parla di inquinamento acustico ci si riferisce solitamente a quall’insieme di effetti, perlopiù negativi, prodotti dal rumore generato dall’uomo sull'ambiente urbano e naturale.

Secondo l’art. 2 della Legge Quadro sull’Inquinamento Acustico 447/1995 l'inquinamento acustico viene definito come "l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno, o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi".

Studi più recenti hanno dimostrato che il rumore è diventato oggi tra le principali cause del peggioramento della qualità della vita nei centri abitati e negli ambienti di lavoro.

In questo senso, vi segnaliamo anche l’intervento sempre su torinoscienza.it, di Luca Ponzi, che nel suo articolo “Udito, italiani a rischio” mette in evidenza i danni legati a questa forma di inquinamento.