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venerdì 18 settembre 2009

GLI EFFETTI NOCIVI DEL RUMORE AMBIENTALE



Per meglio comprendere quale sia l´impatto dell'inquinamento acustico negli ambienti di vita sulla salute della popolazione esposta, è necessario partire dal concetto stesso di "salute".

Con questo termine, secondo una definizione dell'OMS del 1946, si deve intendere uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale e non semplicemente l´assenza di malattie. Un ambiente acustico sfavorevole costituisce, pertanto, una condizione di pregiudizio per una buona qualità della vita.

Il danno provocato dal rumore a carico dell'apparato uditivo può essere di tipo acuto quando si realizza in un tempo breve a seguito di una stimolazione particolarmente intensa (scoppio, esplosione ecc.) e di tipo cronico quando evolve nel corso degli anni a seguito di un´esposizione prolungata ad elevati livelli di rumore; quest'ultima condizione di rischio si ha, tipicamente, nel caso dell´esposizione professionale in determinati ambienti di lavoro.

Va però ricordato che un fenomeno importante come la socioacusia, cioè il danno all´udito dovuto all´esposizione al rumore negli ambienti di vita, pare stia assumendo una certa rilevanza nella maggior parte dei paesi industrializzati, soprattutto come conseguenza dell´esposizione al rumore durante attività di tipo ricreativo quali ad esempio l'ascolto di musica ad alto volume, ma anche la pratica di taluni sport (ad es: sport motoristici).

Ma il rumore ambientale può dar luogo ad una serie di altri effetti, fra i quali il disturbo del sonno e del riposo, l´interferenza con la comunicazione verbale, effetti psicofisiologici (ad es.: psicoendocrini, cardiovascolari,...), effetti sulla salute mentale, effetti sulle prestazioni e sull'apprendimento, oltre al disturbo o fastidio genericamente inteso (annoyance) definito come un "sentimento di scontentezza riferito al rumore che l´individuo sa o crede che possa agire su di lui in modo negativo" (Cosa e Nicoli, 1989).
Gli effetti dell'esposizione al rumore ambientale non sono sempre facilmente quantificabili: ad esempio, i dati esistenti riguardo ad alcuni effetti sull´organismo, quali gli effetti psicofisiologici, conducono talora a risultati ambigui e sono pertanto necessari ulteriori studi ed approfondimenti per meglio comprendere il rischio a lungo termine associato all'esposizione al rumore.

Per studiare gli effetti di disturbo derivanti dall'esposizione al rumore viene comunemente utilizzata la tecnica delle inchieste socio-acustiche, che hanno come obiettivo l'analisi delle relazioni che esistono tra i livelli di rumore e la reazione soggettiva e comportamentale di campioni di popolazione esposta. Un´inchiesta socio-acustica è costituita dall'insieme di interviste con idonei questionari ad un campione significativo di popolazione esposta a rumore e di una serie di misure acustiche volte a caratterizzare il livello di esposizione in facciata degli edifici di residenza: l'integrazione delle informazioni desunte dalle due attività parallele consente di studiare quale sia la "forza" della relazione che esiste tra la causa - il rumore- e l'effetto - le reazioni della collettività -.

La Direttiva europea 2002/49/CE prevede che gli effetti nocivi derivanti dall'esposizione a rumore, ed in particolare annoyance e disturbi del sonno, possano essere determinati attraverso opportune relazioni dose-effetto. Nel corso del 2002 è stato pubblicato, a tale proposito, il "position paper" del WG2 (Gruppo di lavoro, istituito dalla Commissione Europea e composto da esperti internazionali) Dose/Effect (Position Paper on dose response relationships between transportation noise and annoyance, EU´s Future Noise Policy, WG2 Dose/Effect, 2002).

Nel documento vengono indicati i descrittori da utilizzare sia per ciò che concerne l'annoyance, sia per quanto riguarda l´esposizione al rumore e vengono raccomandate specifiche relazioni per la stima dellannoyance a partire dai livelli di esposizione delle abitazioni, differenziando per tipologia di sorgente (aerei, traffico stradale, ferrovie). Da tali relazioni si conferma peraltro quanto già emerso a livello internazionale e cioè che, a parità di livelli sonori, il rumore derivante dal traffico aereo è più disturbante del rumore dovuto al traffico stradale e che quest'ultimo è più disturbante del rumore da traffico ferroviario.

In seguito, nel 2004, è stato pubblicato anche un "position paper" sulle relazioni dose-effetto per il rumore notturno, frutto del lavoro del WG Health & Socio-Economic Aspects. In tale documento, vengono definite le curve che pongono in relazione gli effetti di disturbo del sonno (valutati direttamente dal soggetto disturbato) ed i livelli di rumore LAeq night prodotti da differenti tipologie di traffico (aereo, ferroviario, stradale): anche in questo caso il rumore da traffico aereo risulta significativamente più disturbante - ed il rumore da traffico ferroviario meno disturbante - del rumore da traffico stradale.

Riferimenti Bibliografici
"Guidelines for Community Noise", Berglund B., Lindvall T., Schwela D.H., (eds.), World Health Organization, 1999

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giovedì 3 settembre 2009

RUMORE: UNA DEFINIZIONE

Per rumore si intende un suono che provoca una sensazione sgradevole, fastidiosa o intollerabile. Il suono è una perturbazione meccanica che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido, solido) e che è in grado di eccitare il senso dell´udito (onda sonora).
Se le onde hanno una frequenza compresa fra 20 e 20000 Hz e ampiezza superiore ad una certa entità, che dipende dalla frequenza, l´orecchio umano è in grado di percepirle. La determinazione del contenuto in frequenza di un certo suono è chiamata analisi in frequenza o analisi di spettro.

Per la misura del suono viene utilizzata la scala logaritmica o scala dei livelli. Il livello, espresso in dB, è pari a dieci volte il logaritmo decimale del rapporto fra una data grandezza e una grandezza di riferimento, omogenee fra di loro.

In particolare si ha:

Livello di pressione sonora

Per avere un´idea dei livelli sonori che un individuo è in grado di percepire, viene riportata una figura con i livelli di pressione sonora (in dB) associati ad alcune possibili sorgenti (fonte Brüel&Kjær., La misura del suono):

Sorgenti di rumore

La scala dei decibel non è lineare, per cui non si possono sommare i livelli sonori in modo aritmetico ma occorre ricorrere ai logaritmi; in particolare si ha che il livello sonoro complessivo, prodotto da due sorgenti con livelli sonori uguali, è di soli 3 dB superiore ad uno dei livelli sonori componenti (ad es.: 80 dB + 80 dB = 83 dB).

Per caratterizzare un rumore variabile in certo intervallo di tempo T, si introduce il:

Livello di pressione sonora variabile

che è il livello, espresso in dB, di un ipotetico rumore costante che, se sostituito al rumore reale per lo stesso intervallo di tempo T, comporterebbe la stessa quantità totale di energia sonora.

Per la valutazione del rumore, a livello internazionale, sono comunemente utilizzate le curve di ponderazione (filtri che operano un´opportuna correzione dei livelli sonori alle diverse frequenze): il livello sonoro in dB(A), che si ottiene utilizzando la curva di ponderazione "A", è di norma utilizzato per valutare gli effetti del rumore sull´uomo.

Per la misura dei livelli sonori viene comunemente impiegato uno strumento chiamato fonometro: attraverso un trasduttore (microfono) la pressione sonora viene convertita in una grandezza elettrica (la tensione) e successivamente tale segnale elettrico viene elaborato per ottenere i diversi parametri tipicamente utilizzati per la descrizione del rumore.

Riferimenti Bibliografici

"Manuale di acustica", a cura di R. Spagnolo, UTET, 2001

"Il controllo del rumore negli ambienti civili e industriali", A. Briganti, TECNICHE NUOVE, 1981

Fonte: Arpa Emilia-Romagna

venerdì 31 luglio 2009

LE SORGENTI DEL RUMORE: CONOSCERLE PER LIMITARLE

Fra le principali sorgenti di rumore ambientale (vale a dire il rumore nell´ambiente esterno e negli ambienti abitativi) vi sono le infrastrutture dei trasporti ed il traffico ad esse correlato, le attività di servizio/commerciali, le attività industriali e artigianali, le attività temporanee rumorose (cantieri, manifestazioni ricreative):

  • il traffico stradale costituisce la principale fonte di rumore, in particolare nelle aree urbane; i livelli sonori dipendono da diversi parametri fra i quali l´entità dei flussi veicolari (numero e tipologia dei mezzi), la velocità dei veicoli, il tipo di pavimentazione stradale, la presenza e la conformazione di eventuali edifici a bordo strada;
  • anche i livelli di rumore prodotti dal traffico ferroviario dipendono principalmente dall´entità dei flussi e dalla velocità dei convogli, oltre che dalla tipologia degli stessi;
  • l´inquinamento acustico da traffico aeroportuale interessa le aree circostanti gli aeroporti ed è strettamente dipendente dall´entità dei flussi di aeromobili e dalle traiettorie da essi percorse in atterraggio e decollo;
  • il rumore prodotto dalle attività artigianali ed industriali è estremamente diversificato, in quanto dipende dalla specifica tipologia di macchinario/impianto installato e/o di lavorazione effettuata. Può essere caratterizzato da componenti tonali, vale a dire dalla presenza di una concentrazione dell´energia sonora a determinate frequenze (ovvero in una specifica zona dello spettro), e risultare pertanto maggiormente disturbante;
  • dalle attività di servizio e commerciali, ed in particolare pubblici esercizi, circoli privati e discoteche, derivano molte delle segnalazioni di disturbo che i cittadini inoltrano alla Pubblica Amministrazione e/o ad Arpa, anche perché spesso queste tipologie di attività si protraggono nelle ore notturne; talora la sorgente specifica viene individuata in impianti installati al servizio dell´attività, quali condizionatori, impianti di ventilazione/aspirazione, ecc. e/o nell´attività musicale;
  • per le attività rumorose temporanee quali cantieri, manifestazioni ricreative, spettacoli, concerti, ecc., la normativa vigente prevede il rilascio, da parte delle Amministrazioni Comunali, di specifiche autorizzazioni, anche in deroga ai limiti vigenti proprio in considerazione della limitata durata temporale delle stesse.

mercoledì 1 luglio 2009

MARCHE: GIUNTA STANZIA 250.000 EURO PER INQUINAMENTO ACUSTICO



La Giunta regionale delle Marche ha definito i criteri e le modalità per la concessione di contributi a Province, Comuni, Comunità montane e Unioni dei Comuni che utilizzano materiali fonoassorbenti e fonoisolanti nell'edilizia. A disposizione, per il 2009 ci sono 250 mila euro.

La legge regionale del 2001 prevede che i Comuni approvino piani di classificazione acustica del territorio in sei fasce, a cui deve seguire la caratterizzazione o mappatura acustica mediante misure fonometriche. ''Nelle Marche - ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Marco Amagliani - secondo recenti stime, sono 222 i Comuni che hanno approvato la classificazione acustica, in pratica piu' del 90%, e 15 quelli che l'hanno adottata.

L'attività di misurazione del rumore acquista valore strategico per orientare le scelte sulle azioni da promuovere per contrastare l'inquinamento acustico e per valutare la necessita' di intervenire con un piano di risanamento acustico''.

Nel piano saranno individuate le sorgenti di rumore, le zone da risanare, i soggetti a cui compete l'intervento, le priorità, le modalità e i tempi di risanamento, la stima degli oneri finanziari.

Per l'erogazione dei contributi si procederà attraverso la formazione di una graduatoria che assegnerà una scala di punteggio secondo determinati criteri, quali il tipo di ricettore (edifici che ospitano le fasce di popolazione più deboli); il numero di persone in media direttamente interessate; il superamento del limite tra la classe acustica prevista e i valori rilevati; l'adozione di un piano comunale di risanamento acustico; il miglioramento delle caratteristiche energetiche dell'edificio (in considerazione che molti degli interventi realizzabili aumentano l'isolamento termico dell'edificio).

Per richiedere il contributo (fino a un massimo del 40% della spesa d'investimento ammissibile e documentata) dovra' essere presentata un'apposita domanda a seguito della pubblicazione sul BUR di uno specifico bando.

Fonte: ASCA

venerdì 5 giugno 2009

RUMORE: DA METRO PU' DANNI DI UN CONCERTO ROCK


Mentre si punta l’indice contro i concerti all’aperto, che non dovrebbero superare i 78 decibel, il vero problema per l’udito dei milanesi viene dal sottosuolo.

Sulla metropolitana i rumori arrivano a sfiorare i 94 decibel: un suicidio per l’udito. Lo ha spiegato ieri Maurizio Barbara, professore di audiologia all’Università La Sapienza di Roma.

E anche usare tappi protettivi non serve a nulla: le vibrazioni arrivano ugualmente all’orecchio danneggiandolo.

Ci vorrebbero delle cuffie, oppure una limitata esposizione al rumore. Quindi, la metro, grazie alle fermate diminuisce i rischi. “Ma attenzione - dice Barbara - a non accumulare troppo rumore nel tempo”.

Uno studio su alcuni dj tra i 35 e i 45 anni ha rivelato che prolungate esposizioni possono invecchiare l’udito fino a 25 anni.

Fonte: City

mercoledì 29 aprile 2009

INTERVENTI PER RIDURRE IL RUMORE: CONVEGNO A BOLZANO


"Silenzio prego", questo il significativo titolo del convegno sulla riduzione del rumore da traffico stradale e ferroviario promosso oggi (29 aprile) a Bressanone dall’Agenzia provinciale per l’ambiente. In discussione piani di azione e misure per ridurre l’inquinamento acustico da traffico su strade, autostrada e ferrovia.

Oltre cento partecipanti al convegno di Bressanone. Automezzi e treni in transito in Alto Adige sono fonte di inquinamento acustico. Delle problematiche connesse e degli interventi previsti per ridurre il rumore da traffico stradale e ferroviario hanno discusso oggi (29 aprile) all'Accademia Cusano di Bressanone esperti locali e internazionali nel convegno "Silenzio prego" organizzato dall'Ufficio Aria e rumore dell'Appa e che ha registrato oltre cento partecipanti.

La manifestazione si é articolata in due parti: al mattino esperti di viabilità hanno illustrato la situazione del rumore provocato dal traffico in Alto Adige e hanno illustrato gli interventi realizzati e quelli in cantiere di Provincia, Autobrennero Spa e RFI Rete ferroviaria italiana, ciascuna per le tratte di propria competenza. È stata inoltre presentata una proposta di cooperazione con i Paesi oltreconfine per la lotta contro il rumore. In serata è previsto un dibattito pubblico con i relatori e i cittadini interessati.

L'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer, intervenuto al convegno, ricorda che

"il programma di intervento si articola in tre fasi: la creazione del catasto del rumore, la definizione di piani di azione e le misure da realizzarsi nel concreto."

Il catasto dei rumori è stato predisposto dalla Provincia e reso pubblico (www.provincia.bz.it/cartografia), rendendo visibile l'inquinamento acustico di giorno e di notte sulle maggiori arterie di traffico che rientrano nella competenza di gestione della Provincia. Anche il piano di azione provinciale è definito:
"In considerazione dei dati raccolti nel catasto del rumore e alle zone più densamente popolate alle prese con l'inquinamento acustico da traffico - sottolinea Laimer - la Provincia ha pianficato misure ad hoc per la riduzione del rumore e le priorità: attraverso l'impiego di asfalto fonoassorbente, la riduzione della velocità di transito, l'approntamento di pareti e finestre antirumore."


Ora si passa alla terza fase del programma, quella della realizzazione degli interventi pianificati.Il direttore dell'Appa Luigi Minach ricorda che "nella giornata internazionale contro il rumore, questo convegno si propone come il primo di una serie di incontri annuali che avranno lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'inquinamento acustico da traffico, un argomento dalle molteplici sfaccettature sul quale la Provincia è impegnata da anni per quanto di sua competenza, ovvero il traffico locale non transfrontaliero."


venerdì 13 marzo 2009

MUSICA E RUMORE: RISCHI PER LA SALUTE

E' stato presentato uno studio nell'ambito delle attività del Dipartimento Prevenzione della Azienda Sanitaria di Firenze, relativo al clima acustico negli ambienti di svago rivolti ai giovani, ed ai rischi ad esso correlati.

MUSICA E RUMORE
La musica, anche se soggettivamente gradevole, può essere causa di eventi dannosi quando il livello acustico a cui si è esposti è eccessivo; tali eventi dannosi si identificano con i danni uditivi ed extrauditivi da rumore. Non si possono definire soglie certe di danno o pericolo, ma soltanto limiti statisticamente accertati come potenzialmente lesivi; vi è infatti una grossa variabilità individuale per quanto riguarda la vulnerabilità da esposizione a rumore. Come dimostrato da molti studi, nel determinare i danni all’apparato uditivo è di fondamentale importanza, oltre al livello sonoro, il tempo di esposizione.

Infatti, dal punto di vista fisico, l’ammontare di energia assorbita dall’orecchio è il prodotto del livello sonoro per il tempo di esposizione. Ne consegue che un dato incremento del livello sonoro, associato ad un proporzionale decremento del tempo di esposizione, produrrà lo stesso rischio.

Così ad esempio, se si incrementa di 3 dB il livello sonoro (che significa raddoppiare la pressione sonora) si dovrà dimezzare il tempo di esposizione per non aumentare il rischio a cui si è esposti.

Negli ultimi anni l'ascolto di musica in ambienti ludici è diventato un pericolo per l’udito poiché può raggiungere livelli estremamente elevati e perché un numero crescente di persone vi è esposto, in particolare i giovani.

Il rumore negli ambienti di divertimento presenta problemi sanitari per le seguenti considerazioni:

- l’ascolto della musica ad alto volume per alcune ore, come avviene in discoteca, determina una temporanea diminuzione della capacità uditiva, torpore e deconcentrazione; tali condizioni rappresentano spesso una concausa degli incidenti stradali all’uscita dalle discoteche;
- si può indurre una sorta di abitudine, o assuefazione, all’ascolto della musica ad alti volumi;
- tali alti livelli sonori, che possiamo definire “superflui” e che potrebbero essere facilmente evitabili, vanno a sommarsi a quelli già in eccesso a cui siamo quotidianamente sottoposti nelle città, sia di giorno che di notte.

MUSICA IN DISCOTECA
Il D.P.C.M. n° 215/99 “Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi” e succ. modifiche ha introdotto limiti di pressione sonora a cui gli avventori possono essere esposti all’interno dei locali, pari a LAsmax 102 dB(A) e LAeq 95 dB(A). Questi limiti valgono per le discoteche e per i luoghi in cui si tengono spettacoli e concerti.

Per approfondire le conoscenze sul clima acustico nelle discoteche, il Dipartimento Prevenzione della ASF ha realizzato dal 2003 al 2005 lo studio “Rilevazione del clima acustico all’interno dei locali di intrattenimento danzante”, nelle zone Nord/Ovest e Mugello, consistente in verifiche della documentazione tecnica e del livello di pressione sonora su un campione di locali da ballo, allo scopo di appurare il rispetto dei limiti del D.P.C.M. n° 215/99.

A tutti i locali censiti (17) è stata inviata la richiesta di documentazione tecnica. E’ stato sottoposto a controllo fonometrico il 60% delle attività presenti nel territorio in studio (10/17). La scelta del campione è stata eseguita sulla base di criteri di capacità recettiva, potenzialità dell’impianto elettroacustico e tipologia di locale (discoteche, balere, etc.). Le ispezioni e le rilevazioni fonometriche sono state effettuate in una prima fase a locale chiuso (in orario diurno, senza avventori) concordando il rilievo con il gestore, e successivamente a locale aperto (in orario notturno con avventori) senza preavviso. Le rilevazioni fonometriche sono state eseguite al centro pista e nella zona di calma (tavolini).

I risultati dell’indagine sono stati i seguenti:

- Il 71% dei gestori (12 unità) ha inviato la documentazione richiesta.
- Le relazioni tecniche esaminate hanno evidenziato carenze rispetto alla normativa nel 25% dei casi (3 unità).
- I rilievi a locale chiuso sono stati eseguiti nel 41% di quelli censiti (7 unità).
- Tali rilievi hanno evidenziato rispetto della normativa nel 57% dei casi (4 locali), mentre nel 43% (3 locali) hanno evidenziato irregolarità.
- Le irregolarità evidenziate sono costituite nel 66% dei casi dal superamento dei limiti sonori; nel 34% dalla mancanza del limitatore protetto.
- I superamenti rilevati sono stati consistenti, arrivando fino ad un livello pari a LAsmax 107,1 dB(A) rispetto al valore LAsmax 102,0 dB(A) indicato dalla normativa come livello massimo consentito.
- I rilievi a locale aperto sono stati seguiti nel 17,6% di quelli censiti (3 unità).
- Si è rilevato il superamento dei limiti sonori in 1 caso (33,3%).
- Il superamento registrato è stato anche in questo caso rilevante, raggiungendo un livello pari a LAsmax 106,4 dB(A).

MUSICA IN PALESTRA
Il connubio tra musica e sport sta ormai diventando sempre più stretto. Ogni pratica sportiva ha la propria musica d’elezione: così esiste la musica per il fitness, acquafitness, spinning, cardiobike, acquagym, aerobica, piscina, ecc.

Nel biennio 2006-2007 la U. F. Igiene e Sanità Pubblica della Zona Nord/Ovest ha condotto lo studio “Rilevazione del clima acustico all’interno di strutture collettive per la popolazione (palestre-piscine)” finalizzato ad approfondire analiticamente i livelli sonori su un campione di strutture presenti nel territorio. Diversamente dalle discoteche, per queste strutture non esistono norme che ne regolano la rumorosità interna, se non alcune indicazioni del CONI inerenti i limiti di rumorosità degli impianti di climatizzazione, aerazione, ecc. e, per quanto riguarda le piscine, l’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 che prevede un limite massimo pari a 1,6 sec. per il tempo di riverberazione.

Dal censimento delle unità locali sul territorio di competenza, sono risultate presenti 16 palestre e 6 piscine (di cui 2 annesse a palestre). I rilievi fonometrici sono stati effettuati in un campione di 5 piscine e 7 palestre. Nelle piscine sono stati effettuati rilievi di rumore durante lo svolgimento delle attività di acquagym e di hydrobike, essendo quelle che con più frequenza utilizzano musica per il loro svolgimento. Nelle palestre, essendo più numerose le attività che utilizzano musica, le misure eseguite hanno riguardato più attività: step, pump, training zone, spinning.

I risultati dell’indagine sono stati i seguenti:
- Nelle piscine, durante le attività di acquagym e hydrobike, il valore del parametro LAsmax è risultato sempre inferiore a 102 dB(A), limite previsto per le discoteche dal D.P.C.M. n° 215/99 e preso come riferimento per questa indagine.
- Nelle palestre, la rumorosità misurata durante le attività sportive a corpo libero (step, pump, training zone) ha evidenziato valori del parametro LAsmax sempre inferiori al limite di 102 dB(A), mentre l’attività di spinning supera in maniera quasi costante il valore di 102 dB(A).


CONCLUSIONI
L’esposizione al rumore è la maggior causa di danni uditivi a livello mondiale. I rischi di danno uditivo sono legati al livello sonoro ed al tempo di esposizione.

L’esposizione a livelli sonori superiori a 80 dB(A) per 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana è considerato un rischio potenziale: questo è il limite per il quale i regolamenti adottati dai paesi della UE prevedono l’adozione di interventi correttivi per la protezione dal rumore nei luoghi di lavoro.

Si stima che nei paesi industrializzati, nel corso degli ultimi 20 anni, mentre il numero degli esposti al rumore occupazionale è decresciuto, il numero dei giovani esposti al rumore “sociale” sia triplicato; parallelamente, si è registrato un incremento drammatico e diffuso di lesioni uditive. In Italia, gli ipoacusici rappresentano il 12% della popolazione con un incremento medio annuo del 5% interessante prevalentemente i giovani che quindi nel 2010 saranno il 27% contro il 22% di ipoacusici legati alla terza età.

La diminuzione dei livelli sonori nei locali da ballo può rappresentare un efficace sistema per contribuire alla prevenzione di effetti dannosi, non solo a carico dell’udito. Infatti, l’esposizione ad alti livelli sonori, uniti all’eventuale assunzione di alcolici, all’uso di sostanze psicoattive, all’eccessiva sollecitazione dell’apparato visivo con luci psichedeliche, come avviene all’interno delle discoteche, può costituire una importante concausa degli incidenti stradali che troppo spesso si verificano all’uscita dai locali.

Mentre lo studio europeo riporta per i lettori MP3 livelli medi equivalenti (LAeq) fra 80 e 115 dB(A), in Europa è vigente la norma CEI EN 50332 che prevede per gli auricolari dei lettori MP3 l’emissione di un livello sonoro massimo di 100 dB.

Tale limitazione non è sufficiente a tutelare gli utilizzatori qualora venga fatto un uso scorretto dell’apparecchio (es. ascolto ad alto volume o per un tempo eccessivo). La Commissione Europea prevede di organizzare a Bruxelles, all’inizio del 2009, una conferenza con gli Stati membri, i rappresentanti dell’industria, i consumatori e tutte le parti interessate per la valutazione dei dati emersi dallo studio e delle possibili soluzioni tecniche da adottare per ridurre al minimo il rischio uditivo. Potrebbero inoltre essere contemplati ulteriori interventi normativi o la revisione degli attuali standard di sicurezza.

In alcuni studi americani condotti nei centri di fitness sono stati riscontrati livelli sonori che raggiungevano 110 dB durante gli esercizi di aerobica; in altri variavano tra 78 e 106 dB, mentre gli utenti e gli istruttori esaminati riferivano perdite uditive fluttuanti ed acufeni.

Si può ipotizzare che le persone che partecipano in palestra ad attività di spinning per 2–3 volte alla settimana siano esposte ad un rumore pari o superiore, anche se distribuito nel tempo, rispetto a chi frequenta nel fine settimana una discoteca.

Questo dato è avvalorato anche dalle indagini eseguite dalla ASF sul clima acustico all’interno delle discoteche e degli impianti sportivi messe a confronto nel Grafico sottostante. Potrebbe essere interessante estendere questo confronto anche ad altri ambienti particolarmente frequentati dai giovani, come ad esempio le scuole di danza moderna, i negozi di abbigliamento sportivo e di tendenza, i negozi di elettronica ed hi-fi, in cui la musica è spesso diffusa ad alti livelli sonori.

Compatibilmente con lo svolgimento delle attività di servizio, in corso e programmate, ci si auspica di poter avviare, in tempi relativamente brevi, tali nuove indagini associandole anche a rilievi di controllo nelle strutture più rumorose oggetto delle precedenti indagini, per valutare l’idoneità degli interventi e dei provvedimenti adottati.

Per chi vuole approfondire Il testo integrale dello studio è reperibile a questo link:

http://www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/027-09-rischi-per-ascolto-musica

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sabato 28 febbraio 2009

QUALI SONO LE FONTI DEL RUMORE?

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Il rumore è la propagazione in un mezzo elastico (aria, acqua...) di onde meccaniche originate dalla sorgente del rumore stesso.

Le principali fonti di rumore che interessano da un punto di vista ambientale sono in ordine di importanza:

  • il rumore da traffico (traffico veicolare, ferroviario e aeroportuale)
  • il rumore da attività industriale e artigianale
  • il rumore originato da attività musicali e ricreative


Altre sorgenti di rumore, rispetto al traffico, sono dunque:

Attività industriale/artigianale

Il rumore può essere originato da impianti, macchinari ed emissioni in atmosfera di industrie ed attività artigianali di dimensioni variabili e con emissioni di rumore estremamente diversificate. Tali emissioni possono interessare, se le attività produttive non sono inserite in zone esclusivamente industriali (classe VI nella classificazione acustica del territorio comunale prevista dalle Legge 447/95), ambienti abitativi.

Attività musicali/ricreative

Interessano discoteche, piano bar, spettacoli musicali sia all'aperto (nel periodo estivo) che in ambiente chiuso. Possono essere emessi livelli di rumore piuttosto elevati specialmente in periodo notturno, con notevoli disagi alla popolazione residente.

Attività e fonti di rumore in ambiente abitativo

Le emissioni in questo caso sono dovute principalmente ad impianti condominiali ed elettrodomestici (condizionatori, pompe di calore, impianti di riscaldamento, autoclavi ed elettrodomestici di uso casalingo). Interessano generalmente gli ambienti abitativi.


SOLUZIONI SIRA PER INSONORIZZARE


s.i.r.a. - società italiana per il risanamento acustico - opera da oltre venti anni nel campo della bonifica acustica civile ed industriale.


Questi anni di attività, hanno permesso a s.i.r.a. di salvaguardare la salute di migliaia di lavoratori e di consentire alle aziende italiane ed estere di mantenere inalterata la loro produzione.

Contattateci: siamo a vostra disposizione per sopralluoghi gratuiti, nei quali rileveremo i problemi esistenti e vi proporremo un’attenta analisi finalizzata alla soluzione ideale per rimuovere ogni eccesso di rumore, sia esso legato a cicli operativi, o a particolari condizioni ambientali.

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martedì 3 febbraio 2009

IL RUMORE DANNEGGIA IL CUORE

Chi vive in aree di forte inquinamento acustico rischia l'infarto in misura maggiore di chi sta in zone silenziose


Uno studio condotto a Stoccolma dagli scienziati del Karolinska Institute ha dimostrato che vivere in contesti urbani in cui ci sia la presenza di forti rumori molsti, come il traffico, possa danneggiare il muscolo cardiaco in modo anche grave, aumentando considerevolmente il rischio di infarto.

E' quanto riportato anche in un articolo del Corriere della Sera, che evidenzia come g"li studiosi svedesi abbiamo studiato la storia clinica di oltre 1.500 abitanti della città di Stoccolma colpiti da infarto nel periodo 1992-94 (338 dei quali deceduti) e hanno confrontato i dati con quelli relativi a un campione di oltre 2mila individui selezionati casualmente tra i cittadini".

"Ogni individuo è stato associato al proprio indirizzo di residenza e alla stima del livello di inquinamento acustico di quella specifica area, e per ciascuno sono state raccolte anche informazioni relative all'esposizione ad altri fattori di rischio, come quelli già noti correlati all'inquinamento atmosferico".


Il pericolo aumenta da 50 decibel in su:
infatti - continua l'articolo - "una volta esclusi dall'analisi tutti i soggetti con deficit uditivi o regolarmente esposti ad altre fonti di rumore, i ricercatori hanno potuto stabilire che c'è un 40% di probabilità in più di avere un infarto qualora si conviva con un livello di inquinamento acustico da traffico superiore ai 50 decibel. E considerando che, mediamente, su una strada a traffico intenso si registrano tra gli 80 e i 100 decibel, appare chiaro che la soglia è davvero bassa".

Fonte: Corriere della Sera - livescience

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giovedì 29 gennaio 2009

AEROPORTO DI PERETOLA CONTROLLI ARPAT SU RUMORE


Nonostante le procedure antirumore, tra il 2002 e il 2007 si è registrato un incremento, circa il 15%, della popolazione esposta al rumore dell'aeroporto Amerigo Vespucci.

E' quanto emerge da una mappa acustica dell'aeroporto fiorentino realizzata da Arpat.


'E' difficile dire se una pista parallela avrebbe un impatto acustico inferiore sugli abitanti di quella zona''.

E' il giudizio di Andrea Poggi, responsabile della sezione del dipartimento di Firenze dell'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) che si occupa di rumore, infrastrutture e trasporti. Poggi ne ha parlato in occasione della presentazione della mappa acustica dell'aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci.

''A noi risulta - ha tuttavia tenuto a precisare l'Arpat - che nessun iter amministrativo per una nuova pista e' stato avviato e sicuramente nessun parere ci e' stato formalmente chiesto''. ''Bisogna fare molte verifiche - ha aggiunto Poggi - e capire bene quale traffico aeroportuale la nuova pista dovrebbe ospitare. L'impatto, poi, non e' solo acustico: c'è da valutare come la nuova pista andrebbe a incidere con altri progetti sulla stessa zona. C'è da chiedersi, ad esempio: un'altra pista quale traffico aereo sarebbe in grado di sopportare? Peretola - ha continuato - gode oggi del privilegio di poter vedere atterrare solo poche tipologie di aeromobili, tutti di nuova generazione e tutti con emissioni sonore piu' contenute. E' ipotizzabile che la situazione cambierebbe con un'altra pista: ci sarebbe un'altra offerta turistica, piu' larga, e l'impronta non sarebbe piu' questa. Da valutare poi anche in che direzione decollare''. ''Infine - ha concluso Poggi - oggi l'aeroporto chiude alle 23 e accetta solo alcuni sforamenti; nel momento in cui ci sarebbe un aeroporto con offerta diversa, come cambierebbe questa attivita'?''.


Fonte: Toscana radio News e toscanatv.com
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domenica 25 gennaio 2009

LA MAPPA ACUSTICA DELL'AEROPORTO FIORENTINO AMERIGO VESPUCCI


La mappa acustica dell’aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci sarà presentata ai giornalisti giovedì 5 febbraio alle ore 11, presso il Dipartimento ARPAT di Firenze, in Via Ponte alle Mosse 211, nel corso di una conferenza stampa.

E’ uno studio aggiornato sul rumore prodotto dall’aeroporto fiorentino sulla popolazione. Interverranno: Sonia Cantoni, Direttore generale di ARPAT, Maura Ceccanti, Responsabile del Dipartimento ARPAT di Firenze e Andrea Poggi, Responsabile dell’Unità Operativa Infrastrutture di Mobilità, Reti Elettriche e di Comunicazione del Dipartimento ARPAT di Firenze.

Il Dipartimento ARPAT di Firenze effettua dal 1996 il monitoraggio sistematico dell’impatto acustico derivante dall’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. Nel 2002 è stata predisposta la prima mappa acustica, oggi ARPAT ha elaborato i nuovi dati, che definiscono l’attuale impronta acustica dell’aeroporto fiorentino rispetto alla popolazione residente nelle zone limitrofe.
La mappa acustica contiene importanti informazioni sulla popolazione esposta al rumore e sull’efficacia della procedura antirumore adottata.

Fonte: ARPAT



giovedì 18 settembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO


Secondo una recente indagine di ARPA FVG (Agenzia Regionale della Protezione per l'Ambiente del Friuli Venezia Giulia), in Europa il problema “rumore” risulta sempre più rilevante e si stima che il 25% della popolazione europea sia esposta a livelli sonori tali da costituire un pericolo per la sua salute e la sua qualità della vita.

Con il Sesto Programma d’Azione per l’AmbienteAmbiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” la Comunità Europea si è data l’obiettivo di ridurre sensibilmente il numero di persone costantemente soggette a livelli medi di inquinamento acustico di lunga durata, in particolare il rumore del traffico terrestre, i quali, secondo studi scientifici, provocano danni alla salute umana.

La gravità e la diffusione dell’inquinamento acustico, infatti, sono testimoniate da numerosi documenti prodotti dalla comunità Europea.

Sempre all’interno del Sesto Programma d’Azione per l’Ambiente viene rilevato che la causa prevalente di tali situazioni risulta essere riconducibile al settore trasporti, in particolare dai trasporti aerei e su strada. Il primo passo da compiere è pertanto quello di attuare normative in materia che conducano ad azioni di riduzione del rumore a livello locale.

Dati e rapporti sul rumore

Lo stato dell'ambiente in relazione al rumore, negli ultimi anni, è descritto in:

Rapporto sullo Stato dell'Ambiente - Aggiornamento 2005:


mercoledì 20 agosto 2008

CAUSE PRINCIPALI DI INQUINAMENTO ACUSTICO CIVILE


Tra le cause principali di inquinamento acustico del territorio è emerso che il traffico stradale e autostradale raccoglie il 53% delle segnalazioni ambientali.

Il dato è emerso da un convegno sul tema dall'organizzazione EuroAcustici, promotrice dell'evento in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre.

I dati seguenti sono stati: 16% rumori molesti di vicini di casa, il 7% ai cantieri, il 6% agli aerei, il 6% alle attività produttive ed il 5% al trasporto ferroviario.

Questa indagine mostra come tra i motivi che creano un ambiente poco adatto alla sana vita domestica non sia dovuto tanto alla scarsa tollerabilità del rumore proveniente dal traffico, ma alla compresenza di rumori di diversa natura all'interno delle mura domestiche.
Soprattutto quando accade durante le ore di riposo.

Altri dati sull'inquinamento acustico sono emersi da una ricerca svolta tempo fa dal Comune di Roma.

L'indagine, fondata sull'analisi delle rimostranze dei cittadini in relazione al disturbo da rumore "territoriale" (non riferito quindi all'ambiente domestico) mette al primo posto, tra le principali fonti di disturbo acustico urbano, gli impianti di condizionamento e i frigoriferi commerciali (36,2%), seguiti da discoteche e circoli musicali (25,5%), dal traffico (18,8%) e da attività industriali e artigianali (18,5%).


venerdì 27 giugno 2008

SIRA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

SIRA è in grado di effettuare rilievi fonometrici e mappature del rumore, proporre soluzioni e produrre tutti i manufatti necessari per proteggere dall'inquinamento acustico qualsiasi ambiente.

martedì 10 giugno 2008

GLOSSARIO DI TERMINI ACUSTICI


a cura di SIRA

Area o Superficie Sabine

E’ una superficie equivalente, dal punto di vista dell’assorbimento, a m2 1 d’aria.

Analisi spettrale
Studio dello spettro in frequenza di un suono: per rilevarlo si scompone lo spettro in
bande strette per mezzo di filtri e se ne misura l’intensità sonora in ogni banda.

Campo acustico
Zona che ingloba le onde sonore che si studiano.

Coefficiente di assorbimento acustico
E’ un coefficiente che caratterizza l’assorbimento di una parete.
E’ il rapporto tra l’energia acustica assorbita e l’energia acustica incidente.

Curve ISO o NR
Sono curve limite di riferimento da non superare.
Esse danno i valori di livello sonoro per le 9 ottave che vanno da 31.5 a 8000 Hz. Il
numero della curva è uguale al valore che prende questa curva a 1000 kg.

Curve NC
Sono le vecchie curve che sono sempre più sostituite dalle curve ISO.

Decibel
Rapporto di due quantità proporzionali a delle potenze, espresse sotto forma di logaritmo.
E’ per definizione:

.................X
10 log10 ____
.................X0

Dove X è in generale la potenza misurata, e X0 è la potenza di riferimento, espressa
nelle stesse unità.

Direttività
Coefficiente che caratterizza la sorgente. E’ uguale al rapporto della superficie di
propagazione alla superficie della sfera.

Energia acustica
L’energia totale contenuta in un elemento di volume, meno l’energia che vi sarebbe
contenuta in assenza dell’onda sonora.

Filtro
Circuito elettrico che trasmette o rifiuta certe bande di frequenza.

Frequenze
Numero di periodi per secondo. La frequenza espressa in Hz, è uguale all’inverso del
periodo, in secondi.

Frequenza acustica
Frequenza di un suono udibile,, compreso tra i 15 e i 20.000 Hz.

Frequenza centrale
media geometrica delle frequenze trasmesse. Se f1 ed f2 sono le frequenze estreme, la
frequenza centrale è:
fc = f1 x f2


Frequenza fondamentale
La più bassa delle frequenze di oscillazione del sistema periodico.

Fronte d’onda
E’ la superficie ove sono posti i punti che hanno la stessa fase nello stesso momento.

Hertz
unità di frequenza. 1 Hz = periodo per secondo.

Indice di direttività
Coefficiente che caratterizza la sorgente. E’ uguale al rapporto della superficie di
propagazione rispetto alla superficie di una sfera.

Intensità acustica
Flusso medio d’energia acustica trasmessa in una direzione data attraverso l’unità di superficie che è perpendicolare a questa direzione.

Lunghezza d’onda
Distanza percorsa da un’onda acustica durante un periodo completo. In altri termini, è
la distanza tra due fronti di onda aventi una differenza di fase uguale a un periodo.

Livello in una banda d’ottava
Pressione acustica media in una banda di frequenza di un’ottava.

Ottava
intervallo tra due frequenze di cui una è il doppio dell’altra.

Onda diretta
E’ l’onda sonora che urta l’osservatore in provenienza diretta dalla sorgente.

Onda piana
onda in cui i punti del piano perpendicolare alla direzione di propagazione oscillano
in fase.

Onda riverberata
E’ l’onda sonora che urta l’osservatore dopo essere stata riflessa da un ostacolo.

Onda sferica
Onda in cui i punti della sfera centrata sulla sorgente sonora oscillano in fase.

Onda stazionaria
Oscillazione di pressione provocata dalle interferenze tra le onde incidenti e le onde riflesse su una parete di una stanza. Quando almeno una delle dimensioni della stanza è uguale ad un numero intero di lunghezza di onda vi è risonanza.

Phone
Unità di misura di intensità soggettiva del suono. E’ la pressione acustica in dB, riferita a 2 x 10-5 N/M2 di un suono puro a 1000 Hz che ha la stessa intensità apparente del suono misurato.

Pressione acustica
Pressione istantanea in un punto in presenza dell’onda sonora meno la pressione statica in questo punto in assenza di onda sonora.

Potenza acustica
Valore totale di energia per unità di tempo e di superficie.

Rumore di fondo
Rumore presente al momento di una misura quando la sorgente d studiare è spenta.

Suono puro
Suono prodotto da variazioni di pressione acustica sinusoidale in funzione del tempo.

Spazio libero
Spazio di dimensioni sufficienti perché la natura dei suoi limiti non influenzi le
grandezze acustiche che si misurino.

Spettro acustico:
Rappresentazione grafica delle intensità dei componenti di un suono complesso in
funzione della frequenza.

Spettro continuo
Spettro acustico di un onda che comporta un numero infinito di componenti
distribuite in modo continuo nel campo delle frequenze.

Tempo di riverberazione
E’ il tempo che occorre ad un livello sonoro di un suono emesso in un locale per
decrescere di 60 dB.

Velocità di propagazione
Velocità alla quale si sposta un fronte di onda in un mezzo dato.

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Glossario tratto dal Corso
INTRODUZIONE ALLE TECNICHE DI INSONORIZZAZIONE PER TECNICI COMMERCIALI
a cura di SIRA - società italiana per il risanamento acustico

SIRA - società italiana per il risanamento acustico - opera da oltre venti anni nel campo della bonifica acustica civile ed industriale.
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mercoledì 30 aprile 2008

50.000 MORTI OGNI ANNO PER INQUINAMENTO ACUSTICO IN EUROPA

Da uno studio commissionato da Transport & Environment al CE Delft, sono ben 50.000 le persone che sono morte in Europa per l’inquinamento acustico.
Il rumore è una delle forme di inquinamento che viene di solito sottovalutata, la meno nota e la più difficile da eliminare.

Una delle ragioni per cui la gente sottovaluta l'inquamento da rumore è che l’unità di misura del rumore, i decibel, è controintuitiva perché si basa su una scala logaritmica; ovvero significa che un aumento di 3 decibel porta un raddoppiamento del volume, mentre 10 decibel in più equivalgono a 100 volte il rumore iniziale. La maggior parte delle persone non è abituata a ragionare secondo una scala logaritmica, e così spesso il fenomeno non è compreso a fondo.

Un livello di rumore di 55 decibel è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la soglia al di là della quale si verificano disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, stress, aumento della pressione sanguigna e disturbi psichici.

In Europa, secondo lo studio 210 milioni di cittadini sono esposti a rumore da traffico uguale o superiore a 55 dB e 35 milioni al rumore dei treni. Il costo sociale dei danni da rumore viene stimato a 40 miliardi di euro ogni anno.

Tra le misure per combattere il fenomeno andrebbero proposte: un adeguamento della normativa sui motori ed i pneumatici, l’applicazione del principio “chi inquina paga” anche per il rumore, il dispiegamento di barriere antirumore e la limitazione dei veicoli più rumorosi.


martedì 5 febbraio 2008

Cos'è il suono? Cos'è il rumore?

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Il suono è la sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione.

La vibrazione si propaga creando una variazione ciclica nella pressione nell’aria che, tramite un complesso meccanismo, è percepito e interpretato dal nostro orecchio. Il suono può esistere solo dove c’è un mezzo che consenta alla vibrazione di propagarsi, (come l’aria), per questo motivo nel vuoto il suono non esiste.

Come tutte le onde anche le onde sonore sono caratterizzate da una frequenza, da un'ampiezza e dalla forma dell’onda.
In base alla frequenza percepiamo un suono come acuto o grave (un suono sarà più acuto quanto sarà maggiore la frequenza), dall’ampiezza dipende invece l’intensità del suono (maggiore è l’ampiezza dell’onda sonora maggiore sarà la pressione che l’aria effettuerà sul timpano), mentre la forma dell’onda determina il timbro, ovvero la tipologia del suono.






Il rumore acustico è collegato da sempre coi concetti di fastidio e di danno. E' chiaro dunque l'interesse sorto sulla genesi del rumore, e quindi la nascita di studi e ricerche per comprenderne gli effetti e tentarne una limitazione.

Gli effetti del rumore sull’uomo posso essere diretti e indiretti:

EFFETTI DIRETTI

Lesioni sull’organo dell’udito

  1. Effetti uditivi: innalzamento della soglia uditiva (temporaneo e permanente); trauma acustico; fatica uditiva; otopatia da rumore.
  2. Effetti vestibolari: solo ad alti livelli (120-130 dBA) vertigini; nausea;

EFFETTI INDIRETTI

Disturbi arrecati ad altri organi Effetti di tipo psichico e neuroendocrino

  1. Effetti neurologici (cefalea, modifica dell’elettroencefalogramma);
  2. effetti psichici (aggressività, depressione);
  3. effetti endocrini (attivazione tiroidea, surrenale).

Effetti di tipo psicosomatico
  1. Sistema cardiovascolare (tachicardia, aumento pressione arteriosa)
  2. apparato digerente;
  3. apparato respiratorio (aumento della frequenza respiratoria e riduzione del volume di aria);
  4. apparato visivo (restringimento del campo visivo).

Effetti di tipo psicosociale:

  1. Interferenza sulla parola;
  2. modificazione dell’efficienza e del rendimento (attenzione);
  3. interferenza sul sonno (30-35 dBA per rumori continui; 45 dBA per rumori isolati);
  4. disturbo;
  5. scontentezza.

TECNICHE DI RIDUZIONE DEL RUMORE

Anni di attività hanno permesso alla società SIRA di salvaguardare la salute di migliaia di lavoratori e di consentire alle aziende italiane ed estere di mantenere inalterata la loro produzione. SIRA opera nel risanamento acustico e nel campo della bonifica acustica civile ed industriale da oltre vent'anni.

Per maggiori informazioni: sira.to.it


mercoledì 12 dicembre 2007

Benvenuti sul blog di SIRA

Benvenuti a tutti i lettori,

Da oltre vent’anni ci occupiamo della bonifica acustica sia civile che industriale e oggi vogliamo darvi il benvenuto sul nostro blog.

Questo progetto nasce per divulgare e diffondere approfondimenti sull’ambito in cui lavoriamo: l’insonorizzazione.

Il problema del rumore è un problema spesso sottovalutato,
pur essendo molto presente nella nostra quotidianità.
Il rumore, infatti, crea danno da accumulo e porta ad un aumento costante e irreversibile della soglia uditiva, che verrà ereditato dai nostri successori.

Qui troverete approfondimenti sulle nostre attività e le normative vigenti che riguardano questo settore.

Speriamo che il nostro blog possa essere un’ utile fonte di informazione e confronto, per questo vi invitiamo a commentare i nostri post e a scriverci per farci sapere le vostre opinioni o per suggerirci gli argomenti che preferireste veder trattati.

Buona lettura!