martedì 3 febbraio 2009

IL RUMORE DANNEGGIA IL CUORE

Chi vive in aree di forte inquinamento acustico rischia l'infarto in misura maggiore di chi sta in zone silenziose


Uno studio condotto a Stoccolma dagli scienziati del Karolinska Institute ha dimostrato che vivere in contesti urbani in cui ci sia la presenza di forti rumori molsti, come il traffico, possa danneggiare il muscolo cardiaco in modo anche grave, aumentando considerevolmente il rischio di infarto.

E' quanto riportato anche in un articolo del Corriere della Sera, che evidenzia come g"li studiosi svedesi abbiamo studiato la storia clinica di oltre 1.500 abitanti della città di Stoccolma colpiti da infarto nel periodo 1992-94 (338 dei quali deceduti) e hanno confrontato i dati con quelli relativi a un campione di oltre 2mila individui selezionati casualmente tra i cittadini".

"Ogni individuo è stato associato al proprio indirizzo di residenza e alla stima del livello di inquinamento acustico di quella specifica area, e per ciascuno sono state raccolte anche informazioni relative all'esposizione ad altri fattori di rischio, come quelli già noti correlati all'inquinamento atmosferico".


Il pericolo aumenta da 50 decibel in su:
infatti - continua l'articolo - "una volta esclusi dall'analisi tutti i soggetti con deficit uditivi o regolarmente esposti ad altre fonti di rumore, i ricercatori hanno potuto stabilire che c'è un 40% di probabilità in più di avere un infarto qualora si conviva con un livello di inquinamento acustico da traffico superiore ai 50 decibel. E considerando che, mediamente, su una strada a traffico intenso si registrano tra gli 80 e i 100 decibel, appare chiaro che la soglia è davvero bassa".

Fonte: Corriere della Sera - livescience

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giovedì 29 gennaio 2009

AEROPORTO DI PERETOLA CONTROLLI ARPAT SU RUMORE


Nonostante le procedure antirumore, tra il 2002 e il 2007 si è registrato un incremento, circa il 15%, della popolazione esposta al rumore dell'aeroporto Amerigo Vespucci.

E' quanto emerge da una mappa acustica dell'aeroporto fiorentino realizzata da Arpat.


'E' difficile dire se una pista parallela avrebbe un impatto acustico inferiore sugli abitanti di quella zona''.

E' il giudizio di Andrea Poggi, responsabile della sezione del dipartimento di Firenze dell'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) che si occupa di rumore, infrastrutture e trasporti. Poggi ne ha parlato in occasione della presentazione della mappa acustica dell'aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci.

''A noi risulta - ha tuttavia tenuto a precisare l'Arpat - che nessun iter amministrativo per una nuova pista e' stato avviato e sicuramente nessun parere ci e' stato formalmente chiesto''. ''Bisogna fare molte verifiche - ha aggiunto Poggi - e capire bene quale traffico aeroportuale la nuova pista dovrebbe ospitare. L'impatto, poi, non e' solo acustico: c'è da valutare come la nuova pista andrebbe a incidere con altri progetti sulla stessa zona. C'è da chiedersi, ad esempio: un'altra pista quale traffico aereo sarebbe in grado di sopportare? Peretola - ha continuato - gode oggi del privilegio di poter vedere atterrare solo poche tipologie di aeromobili, tutti di nuova generazione e tutti con emissioni sonore piu' contenute. E' ipotizzabile che la situazione cambierebbe con un'altra pista: ci sarebbe un'altra offerta turistica, piu' larga, e l'impronta non sarebbe piu' questa. Da valutare poi anche in che direzione decollare''. ''Infine - ha concluso Poggi - oggi l'aeroporto chiude alle 23 e accetta solo alcuni sforamenti; nel momento in cui ci sarebbe un aeroporto con offerta diversa, come cambierebbe questa attivita'?''.


Fonte: Toscana radio News e toscanatv.com
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domenica 25 gennaio 2009

LA MAPPA ACUSTICA DELL'AEROPORTO FIORENTINO AMERIGO VESPUCCI


La mappa acustica dell’aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci sarà presentata ai giornalisti giovedì 5 febbraio alle ore 11, presso il Dipartimento ARPAT di Firenze, in Via Ponte alle Mosse 211, nel corso di una conferenza stampa.

E’ uno studio aggiornato sul rumore prodotto dall’aeroporto fiorentino sulla popolazione. Interverranno: Sonia Cantoni, Direttore generale di ARPAT, Maura Ceccanti, Responsabile del Dipartimento ARPAT di Firenze e Andrea Poggi, Responsabile dell’Unità Operativa Infrastrutture di Mobilità, Reti Elettriche e di Comunicazione del Dipartimento ARPAT di Firenze.

Il Dipartimento ARPAT di Firenze effettua dal 1996 il monitoraggio sistematico dell’impatto acustico derivante dall’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. Nel 2002 è stata predisposta la prima mappa acustica, oggi ARPAT ha elaborato i nuovi dati, che definiscono l’attuale impronta acustica dell’aeroporto fiorentino rispetto alla popolazione residente nelle zone limitrofe.
La mappa acustica contiene importanti informazioni sulla popolazione esposta al rumore e sull’efficacia della procedura antirumore adottata.

Fonte: ARPAT



martedì 23 dicembre 2008

MILANO: APPROVATO IL PIANO DI AZZONAMENTO ACUSTICO


Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio una classe acustica tra le sei individuate con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI.

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"Abbiamo compiuto un lavoro approfondito e importante che ci permetterà di mettere in atto azioni integrate di prevenzione e di controllo sull'inquinamento acustico in città".
Lo ha detto l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci illustrando il nuovo piano di azzonamento acustico approvato oggi dalla Giunta.
"Il piano - ha aggiunto - protegge soprattutto le aree verdi e le aree sensibili (ospedali, scuole, ecc.) e costituisce la base per il successivo piano di risanamento acustico e per attivare i controlli della vigilanza urbana".

Il nuovo piano di azzonamento acustico è stato elaborato dai tecnici dell'Agenzia per la Mobilità e Ambiente che hanno lavorato in stretta collaborazione con i settori comunali di urbanistica, commercio, verde e salute.

Il piano assegna ad ogni porzione omogena di territorio (ovvero che presenta caratteristiche simili) una classe acustica tra le sei individuate dalla legislatura, con la conseguente applicazione di determinati valori limite per il rumore: i limiti più bassi sono quelli stabiliti per la classe I, la più protetta, e vanno via via crescendo per raggiungere i valori più alti in corrispondenza della classe VI. Come unità minima territoriale per la definizione delle classi acustiche omogenee è stato considerato l'isolato.

Altro elemento importante del piano è l'inserimento nella fascia di massimo rispetto (I) di parchi, asili, scuole e ospizi in modo da garantire la tutela ambientale per le categorie più sensibili.

La classificazione acustica di ogni area tiene conto dei vincoli derivanti dalla normativa e che dipendono da alcuni fattori: densità di popolazione, presenza e densità di attività artigianali, commerciali e industriali, vicinanza a infrastrutture di trasporto, presenza di recettori sensibili e, infine, dalle classificazioni acustiche dei comuni confinanti.

Il piano detta le norme in materia di inquinamento acustico e stabilisce i criteri per la classificazione del territorio comunale con il doppio obiettivo di salvaguardia preventiva delle zone e di individuazione e intervento su aree caratterizzate da inquinamento acustico, al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini.

Il piano di azzonamento è uno strumento dinamico che deve tener conto delle trasformazioni urbane e contestualmente deve anche intervenire sulla pianificazione cittadina.
Per questo motivo sarà aggiornato annualmente con momenti di revisione e adozione delle varianti che via via si delineeranno.
Il piano è già stato presentato ai Consigli di Zona del cui parere si è tenuto conto. I prossimi passaggi prevedono l'approvazione da parte del Consiglio comunale e i pareri dell'Arpa e dei comuni confinanti.

Il piano costituisce un elemento importante di una più vasta strategia anti-rumore promossa dall'Amministrazione comunale che prevede anche la stesura di un regolamento per la minimizzazione dell'impatto acustico e con la definizione di un protocollo volontario con i gestori dei locali notturni.

La strategia anti-rumore del Comune prevede inoltre il rafforzamento dell'attività di controllo da parte della vigilanza urbana per garantire il rispetto delle norme.

[Fonte: Comune di Milano]

venerdì 12 dicembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO MARI E OCEANI CAUSA SCONVOLGIMENTI

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L'inquinamento acustico prodotto dall'attività umana danneggia anche il delicato l'equilibrio dell'ecosistema marino e minaccia la sopravvivenza di intere specie animali

Peggiora ad esempio la già difficile condizione dei grandi mammiferi marini. Queste specie usano i suoni, talvolta su lunghe distanze, per comunicare, cercare cibo e per l'accoppiamento.



La notizia giunge in concomitanza con nuove preoccupazioni: si teme, infatti, che il livello crescente di biossido di carbonio (CO2) , risultato della combustione dei combustibili fossili, possa peggiorare i livelli di inquinamento acustico proveniente dalle attività umane in aumento.

E' quanto affermato dal Foro Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change) che ha istituito dal Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l'Organizzazione Meteorologica Mondiale chee hanno segnalato, nel loro ultimo rapporto, il livello crescente di acidità o ''acidificazione'' dei mari e degli oceani.

Inoltre, ricercatori del Monterey Bay Aquarium, Istituto di Ricerca statunitense, ipotizzano altresi' che l'aumento di acidità degli oceani possa causare anche l'aumento dell'inquinamento acustico nell'ambiente marino.

Infatti, il cambiamento nella composizione chimica dell'acqua del mare equivarrebbe, attualmente, a una diminuzione del 10% della sua capacità di assorbire i suoni a bassa frequenza, rispetto a prima della Rivoluzione Industriale.

''Negli oceani e nei mari del pianeta aumenta l'inquinamento acustico come risultato dell'incremento delle imbarcazioni, dei survey sismici e della nuova generazione di sonar militari''. Lo ha denunciato oggi un gruppo di ONG attive nella conservazione delle specie protette intervenendo alla Conferenza della Convenzione sulle Specie Migratrici del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.

Si pensa che la soluzione sia che i governi e l'industria debbano esortare ad adottare motori più silenziosi per le imbarcazioni, regole più ferree sull'uso dei survey sismici nella ricerca di giacimenti di petrolio e di gas e tecnologie sonar innovative e meno invasive da parte delle marine militari.


giovedì 4 dicembre 2008

AUTOSTRADE: GESTORI IN RITARDO SU PIANI ANTIRUMORE OBBLIGATORI

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Le società concessionarie autostradali, nonostante le tecnologie per l'abbattimento del rumore siano già disponibili, non hanno provveduto per anni a realizzare i piani di abbattimento.

Per capire lo stato dei fatti la Commissione ''Ambiente e protezione civile'' delle Regioni, coordinata dall'assessore Silvio Greco (Regione Calabria), ha deciso di convocare tutte le Società di gestione delle autostrade italiane.

E questo prima del confronto con il Governo per l'attuazione della legge 447/1995 che prevede l'approvazione dei ''Piani di abbattimento del rumore autostradale'.

Su 14 società concessionarie solo otto hanno completato la verifica delle modalità e delle localita' in cui intervenire per tutelare la salute dei cittadini, senza però effettuare gli investimenti.

Altre 3 Società hanno avanzato informazioni carenti dal punto di vista tecnico, mentre altre tre Società di gestione (tra cui l'Anas) non hanno mai comunicato a Regioni e Ministero dell'Ambiente i propri piani di contenimento dell'inquinamento acustico.

"Si tratta - ha spiegato Greco - di una grande sottovalutazione della responsabilità sociale verso la tutela della salute dei cittadini, da parte di soggetti che hanno ricevuto una concessione pubblica con precisi vincoli normativi ed amministrativi".

Si sottolinea che l'inadempienza non deriva dalla mancanza di risorse finanziare, visti anche i bilanci delle società dei gestori autostradali. Si dovrà dunque pensare a sanzioni più efficaci per chi non rispetta l'obbligo della tutela della salute dei cittadini nei confronti dell'inquinamento acustico.

sabato 29 novembre 2008

BARRIERE ANTIRUMORE SULLA A25



Per ridurre l'inquinamento acustico sulla A25 Torano-Pescara, il Comune e Strada dei Parchi Spa hanno previsto uno stanziamento di oltre 800.000 euro per la messa in opera di barriere antirumore e la bonifica di un’area sulla quale insistono alcune abitazioni private e soprattutto edifici scolastici.

L’intervento, che prevede l’installazione di una barriera fonoassorbente lunga 315 metri ed alta 5, consentirà di limitare l’impatto acustico provocato dal traffico veicolare, in particolare, sull’edificio di via Einaudi che ospita l’Istituto tecnico commerciale, ma anche gli uffici del centro provinciale per l’impiego e gli uffici zonali del Corpo forestale dello Stato.

L’opera di bonifica, che recepisce le indicazioni di legge in materia di contenimento e abbattimento del rumore derivante dal traffico veicolare e la normativa sulla valutazione dell’impatto ambientale, sarà ultimata, salvo sospensioni per avverse condizioni meteo, il 24 marzo 2009.

sabato 15 novembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO E MODIFICA ARTICOLO 844 DEL CODICE CIVILE

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La Commissione Affari sociali della Camera, durante la seduta del 9 novembre scorso, ha espresso parere favorevole sul nuovo testo della proposta di legge in materia di inquinamento acustico.

Il testo descrive quali siano i rumori che devono considerarsi rientranti nella soglia di normale tollerabilità ai fini dell'articolo 844 del codice civile.

L’art. 844 stabilisce che il proprietario di un fondo non possa impedire l’emissione di rumori da parte del vicino, se questi non superano la normale tollerabilità, ovvero rientrano nei limiti indicati nell'articolo 4, comma 2, del DPCM 14 novembre 1997, emanato in attuazione della legge n. 447 del 1995, legge-quadro sull'inquinamento acustico.

Secondo il DPCM 14 novembre 1997, è trascurabile il rumore inferiore a 50 dB(A) di giorno e a 40 dB(A) di notte misurato a finestre aperte; nonché il rumore ambientale inferiore a 35 dB(A) di giorno e 25 dB(A) di notte misurato a finestre chiuse.

Nella seduta del 10 novembre, la proposta di legge è stata esaminata dalla Commissione per le Politiche dell'Unione europea. E non trattandosi di un settore regolato dal diritto comunitario, e poiché non ci sono elementi di contrasto con le disposizioni comunitarie, la Commissione ha espresso parere favorevole.

mercoledì 29 ottobre 2008

TROPPO CHIASSO A SCUOLA? TAPPI GRATIS!



IL CASO IN UNA MATERNA DI RAVENNA

E' notizia di questi giorni (ad esempio ANSA e Il Giorno) di un vecchio problema e mai sanato relativo al rumore che affligge gli ambienti scolastici.

Le misure in dotazione sono tappi per le orecchie, e leggiamo che: "Potranno utilizzarli dopo pranzo, quando i bimbi si scatenano nella ricreazione. I dispositivi, muniti di cordino per non dimenticarli in giro, vengono forniti gratuitamente dall’amministrazione comunale di Ravenna, che intende in questo modo salvare i timpani delle sue insegnanti destinate alle scuole più vecchie, quelle non insonorizzate, dove il rumore dei bambini, appunto al momento della ricreazione dopo la pausa pranzo, raggiunge livelli compresi fra gli 80 e gli 85 decibel".

"L’esposizione al rumore — come conferma lo stesso Comune — può essere un elemento di rischio in casi particolari esclusivamente per le insegnanti, perché è collegata alla durata nel tempo e all’usura derivante da decenni di permanenza nell’ambiente. I dispositivi peraltro permettono di sentire, non rendono sordi — rassicurano — ma semplicemente attutiscono l’impatto dell’onda sonora". [Fonte : il Giorno]

In effetti il problema della qualità acustica degli edifici scolastici e le conseguenti condizioni di benessere per insegnanti e studenti sono tra gli aspetti forse più trascurati nella progettazione e realizzazione delle scuole. Infatti il D.M. 18/12/75, che norma tale materia, ha trovato a tutt'oggi scarsa applicazione.

E il problema non è solo relativa a un comune o una regione, come afferma in un interessante documento l'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente della Provincia autonoma di Trento. [PDF] RUMORE E AMBIENTI SCOLASTICI o una indagine dell'ARPAT Toscana

Se c'è chi afferma che è importante un intervento strutturale in grado di assorbire il rumore che si crea nei saloni, in modo da mantenere sempre entro i limiti il livello di inquinamento acustico, è pur vero che esiste già la possibilità tecnica di abbattere l'inquinamento acustico, adottando le contromisure necessarie.

Il problema, ormai da anni al vaglio di diverse autorità a livello mondiale, è superabile applicando la scienza dell’acustica e creando diverse soluzioni di insonorizzazione che possano eliminare il problema alla fonte e rispettare le vigenti leggi in materia.

E' dunque importante mettere a disposizione la propria esperienza in questa disciplina per tutelare chi subisce il danno da rumore e per essere d’aiuto a chi il rumore lo crea con la propria attività ma vuole rimanere nei limiti delle vigenti leggi.


giovedì 18 settembre 2008

INQUINAMENTO ACUSTICO


Secondo una recente indagine di ARPA FVG (Agenzia Regionale della Protezione per l'Ambiente del Friuli Venezia Giulia), in Europa il problema “rumore” risulta sempre più rilevante e si stima che il 25% della popolazione europea sia esposta a livelli sonori tali da costituire un pericolo per la sua salute e la sua qualità della vita.

Con il Sesto Programma d’Azione per l’AmbienteAmbiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” la Comunità Europea si è data l’obiettivo di ridurre sensibilmente il numero di persone costantemente soggette a livelli medi di inquinamento acustico di lunga durata, in particolare il rumore del traffico terrestre, i quali, secondo studi scientifici, provocano danni alla salute umana.

La gravità e la diffusione dell’inquinamento acustico, infatti, sono testimoniate da numerosi documenti prodotti dalla comunità Europea.

Sempre all’interno del Sesto Programma d’Azione per l’Ambiente viene rilevato che la causa prevalente di tali situazioni risulta essere riconducibile al settore trasporti, in particolare dai trasporti aerei e su strada. Il primo passo da compiere è pertanto quello di attuare normative in materia che conducano ad azioni di riduzione del rumore a livello locale.

Dati e rapporti sul rumore

Lo stato dell'ambiente in relazione al rumore, negli ultimi anni, è descritto in:

Rapporto sullo Stato dell'Ambiente - Aggiornamento 2005: